Antonio Malaerba La Poesia di Vasco Rossi

Un’opera originale mette a confronto due mondi tanto diversi quanto uguali: la poesia moderna di Vasco Rossi e la filosofia di Nietzsche. Intervista all’autore.

Se gli fate una domanda personale risponderà con un’altra domanda; ma se gli chiedete del suo beniamino Vasco Rossi, allora vi replicherà con una strofa delle sue canzoni o delle sue poesie. Non a caso ha scritto un libro: “La poesia di Vasco Rossi” – Una interpretazione.

E Antonio Malerba ha fatto proprio centro confezionando un’opera originale che mette a confronto due mondi tanto diversi quanto uguali: la poesia moderna di Vasco con la filosofia di Nietzsche. Una scelta che suscita sin da subito curiosità e che mostra come il Vasco pensiero sia la semplificazione di concetti più volti descritti dal filosofo: dal divenire al relativismo, dall’ironia al sentimento del finito.

Sono bellissimi gli spezzoni delle canzoni o frasi di Vasco, egregiamente commentati da Malerba che in questo mostra tutta la sua bravura rendendo semplici anche i concetti più difficili. Un libro da leggere e rileggere per carpirne l’essenza.

E con il sottofondo di “Siamo solo noi” Antonio Malerba ci ha concesso un’intervista per Blogtaormina.

Che significato ha per te Vasco Rossi? “Per quella che è la coerenza, profondità e poetica di fondo sottesa a tutta la sua produzione artistica, Vasco è il più grande cantautore di tutti i tempi. Una spanna sopra gli altri. All’estero non lo sanno perché canta in italiano e non in inglese”.

Di qui la scelta, nel titolo, della P di “poesia” maiuscola. Trovo questa soluzione molto significativa, non solo per sottolineare il valore indiscusso della poetica di Vasco, ma soprattutto per mettere in risalto il fatto che v’è tanta “poesia” solo tradizionalmente, accademicamente e anacronisticamente ritenuta tale. Come direbbe Vasco: “Io però a scuola la poesia l’avevo, delle due, odiata perché sinceramente io ‘la donzelletta vien dalla campagna sul calar del sole e reca seco un mazzolin di rose e viole’ mi aveva sempre fatto un po’ pena, sinceramente”

Perché hai deciso di scrivere quest’opera?

Ascolto Vasco da sempre, ho sempre percepito la sua “autenticità”, la “verità” e l’attualità dei suoi testi e della sua musica. Parallelamente ho sempre avuto la passione per la lettura, in particolare per saggi, libri di psicologia e filosofia. Ho deciso quindi di tentare un approccio “filosofico” ai testi di Vasco. Il libro infatti si sarebbe potuto intitolare “La filosofia di Vasco Rossi”, ma una delle idee del libro è quella della fine, tra le altre cose, della filosofia intesa come ricerca e scoperta di verità assolute. Ecco perché la scelta è caduta su Poesia, per sottolineare, di contro, il fatto che ogni approccio al reale è una nuova descrizione poetico letteraria e nulla più. Si comprende così anche la scelta del sottotitolo “Una interpretazione”. Una soluzione questa adatta e “quadrata” in riferimento ai contenuti stessi del libro. Nel libro rifletto e metto in luce – come finora nessuno ha fatto – per quanto riguarda la poetica di Vasco. Qui l’originalità del testo. Certo, alla fine è un tentativo e lo stile è molto personale, essenziale e volutamente non argomentato”.

Vasco come Nietzsche, perché?

Sono davvero tanti i punti in comune, come ho cercato di mostrare.

Nel libro hai raccolto un immenso materiale su Vasco: dalle canzoni, alle interviste, ai libri. Quanto tempo hai impiegato nelle ricerche?

“Alcuni mesi solo per raccogliere e selezionare il materiale su cui lavorare. E’ un libro scritto con cura, dopo un approfondito lavoro di ricerca”.

Ogni pensiero di Vasco sembra nascere da precetti filosofici. Credi sia un caso?

E’ Vasco stesso a dire di essere una persona irrequieta e con un’intensa attività mentale. Una frase di “Siamo solo noi”, che ritengo rappresenti bene un aspetto della sua personalità, è: “che non abbiamo più rispetto per niente, neanche per la mente”. E’ una persona che si pone molte domande a cui tenta di dare delle risposte”.

Possiamo definire il Blasco un filosofo moderno?

“Credo sarebbe meglio definirlo un poeta moderno. Il più grande”.

Una delle peculiarità di Vasco è quella di comunicare le emozioni e gli stati d’animo in modo sintetico ed utilizzando poche parole creando una vera e propria rivoluzione stilistica. Tu aggiungi anche che si tratta di un mondo frantumato. Perché?

“Solo chi ha solide certezze può esprimersi con molte parole. Solo chi è convinto di quello che sta dicendo può articolare e dispiegare un ragionamento, argomentare una teoria. E così rappresentarsi un mondo compiuto e concluso. A chi invece ha solo dubbi, non restano che i frammenti. Frammenti di verità, di mondo e di senso.”.

Qual è la canzone di Vasco che più ti rappresenta? Perché?

“Tante. A seconda del periodo. In questo momento la frase citata prima: “che non abbiamo più rispetto per niente, neanche per la mente”.

La libertà, ma anche la pienezza del vivere, la fragilità, il disincanto del mondo, la musica, l’attenzione del presente, il mondo, l’essere. Sono alcuni dei temi ricorrenti nelle canzoni di Vasco. Con quale di esse ti rispecchi di più?

Li trovo tutti di grande interesse e molto coinvolgenti”.

Chi è invece Antonio Malerba?

“Recentemente Vasco ha risposto su facebook a due domande poste da suoi fan. La domanda che avrei voluto porre io è questa: Cosa sarebbe oggi Vasco Rossi se non avesse avuto il talento cantautoriale che ha? Come avrebbe convissuto con la sua sensibilità, svolgendo un’altra attività?”

© Riproduzione Riservata

Commenti