I carabinieri dell’Interpol, in Messico per far luce sulla scomparsa di Angela Celentano, sono andati a colpo sicuro. Proprio lì, in una strada di Cancùn, all’indirizzo che Celeste Ruiz, la ragazza convinta di essere Angela, aveva digitato per accedere ad una chat. «Iscriviti – le avevano detto i Celentano, con cui Celeste era in corrispondenza già da tempo – Comunicheremo più facilmente. E poi, i nuovi iscritti possono partecipare all’estrazione di un computer».

Ingolosita dal premio, la 19enne messicana aveva inserito i suoi dati, indirizzo compreso. Senza sapere che, dietro il suggerimento di Rossana, si celava la «trappola» tesa da Nanni Bassetti. È lui l’esperto di informatica forense che dal 2010 assiste i Celentano nella ricerca di Angela. Era stata sua l’idea di creare un sito-civetta per indurre Celeste a comunicare i suoi recapiti: una volta in possesso dell’indirizzo, confrontato con gli dati raccolti dai consulenti di parte e dalla procura di Torre Annunziata, per i carabinieri dell’Interpol sarebbe stato un gioco da ragazzi scoprire la vera identità della misteriosa Celeste.

Sarebbe bastato trovare la strada e bussare ad un citofono per trovare la soluzione dell’enigma messicano. Ed è proprio quello che i militari hanno fatto. Ma, a quell’indirizzo, di Celeste non sembra esserci traccia. I carabinieri sono entrati in un condominio composto da tre abitazioni, due delle quali disabitate. Hanno chiesto informazioni agli abitanti del terzo appartamento, convinti che conoscessero Celeste Ruiz. Invece niente. «Non abbiamo mai visto questa ragazza e non sappiamo chi abitasse in questi appartamenti prima del nostro arrivo», hanno detto agli investigatori. E allora cresce il sospetto che Celeste sia riuscita, per la terza volta, a far perdere le sue tracce. Aiutata anche da quel dedalo di strade che è Cancùn. Una città enorme, con quasi 700mila persone, in cui le vie hanno nomi molto simili e non si contano le case disabitate. E dove, soprattutto, non vige alcun obbligo di comunicare un eventuale cambio di residenza. Circostanze che Celeste potrebbe aver sfruttato per sfuggire agli 007 che la cercano da più di una settimana. Eppure, gli indizi in possesso dei consulenti di parte portano proprio lì: i dati raccolti sul web e le informazioni fornite da Celeste, tutto sembra riferirsi a quel quartiere di Cancùn.

«Non perdiamo la fiducia, siamo certi che il lavoro nostro e degli inquirenti consentirà di trovare Celeste e di accertarne l’identità», fa sapere l’avvocato Luigi Ferrandino, legale della famiglia Celentano. E il mistero, intanto, si fa sempre più fitto.

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