L’attrice e cantante si è spenta a Roma, all’ospedale Sant’Eugenio a 69 anni dopo una lunga malattia. A darne l’annuncio la sua famiglia e il figlio Simone Annicchiarico, nato dal matrimonio con Walter Chiari

Alida Chelli

È morta a Roma, dopo una lunga malattia, l’attrice Alida Chelli, 69 anni, al secolo Alida Rustichelli. Un volto e una voce che molti ricordano bene nei panni di Rosettaaccanto a Enrico Montesano in Rugantino.

Chelli, nata a Carpi il 23 ottobre 1942, è morta ieri sera a Roma all’ospedale sant’Eugenio. Figlia del compositore Carlo Rustichelli, è stata sposata con Walter Chiari da cui ha avuto un figlio, Simone Annichiarico (che ha dato l’annuncio della scomparsa dell’attrice), ed è stata poi legata per qualche tempo a Pippo Baudo.

Chelli, di cui si ricorda anche una copertina di Playboy del 1978, è stata attrice di teatro, cinema e tv, oltre che cantante, e ha messo in luce il proprio talento soprattutto nelle commedie musicali, quando voce e recitazione si sono unite per dare forma ai suoi personaggi.

Chelli ha iniziato da giovane la sua attività di cantante, partecipando a molti varietà televisivi e commedie teatrali. Un’altra sua interpretazione ha lasciato il segno, oltre a quella di Rosetta del 1979, è quella della canzone Sinnò me moro, che apre il film Un maledetto imbroglio con la colonna composta dal padre nel 1959: un brano che poi è divenuto un classico della canzone italiana in romanesco, inciso da Lando Fiorini e Gabriella Ferri. È dello stesso periodo l’incisione del disco 45 giri Se è vero amore. Ha recitato anche in Cyrano, nel 1979, con Domenico Modugno e in Aggiungi un posto a tavola, nel 1990, con Johnny Dorelli.

“La amavo moltissimo, e’ stata una grande perdita per me perche’ il nostro e’ stato un rapporto molto bello che e’ durato a lungo”. Cosi’ Pippo Baudo commenta la morte di Alida Chelli.

“Abbiamo vissuto insieme per sette anni -ricorda Baudo- e Simone (Simone Annichiarico, il figlio nato dal matrimonio tra Chelli e Walter Chiari, ndr) aveva la stessa eta’ di mia figlia Tiziana. Sono cresciuti insieme e ancora oggi hanno un rapporto bellissimo, sono come fratelli. Come c’e’ un rapporto bellissimo anche tra me e Simone”, sottolinea il celebre conduttore televisivo.

“Ma oltre che una perdita personale -sottolinea Baudo- la scomparsa di Alida e’ una grande perdita per lo spettacolo italiano. Era un’artista straordinaria, ma timidissima e bloccata da una grande ritrosia, perche’ non credeva nei suoi mezzi. Non ha fatto molte cose perche’ aveva paura e non voleva cimentarsi, ma gli amici, soprattutto Garinei e Giovannini, che la stimavano, la costringevano a salire sul palcoscenico, e allora sbaragliava tutti. Alida e’ stata la piu’ brava Rosetta di ‘Rugantino’, come cantava lei ‘Roma non fa’ la stupida stasera’, non la cantava nessuno”.

Baudo sottolinea pure che gli ultimi anni sono stati molto difficili: “E’ andata via a 69 anni, ma è come se la sua vita si fosse fermata a 63, quando abbiamo festeggiato l’ultimo compleanno. Poi si e’ ammalata e sono stati sei anni di grandi sofferenze. Noi eravamo sempre in contatto, ma nell’ultimo periodo si era chiusa in se stessa, non voleva parlare con nessuno. Gli ultimi sei anni sono stati come buttati”, conclude Pippo Baudo

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