Rimborsi illeciti ai consiglieri: 40 indagati, pure Nicole Minetti e Bossi jr. Videogiochi e cene con i soldi pubblici. Coinvolti i capigruppo di Pdl e Lega Valentini e Galli

Nicole Minetti

Una quarantina di consiglieri regionali lombardi del Pdl e della Lega sono indagati con l’accusa di peculato in un’inchiesta della procura di Milano sull’utilizzo dei rimborsi dei gruppi consiliari. Coinvolti anche i capigruppo del Pdl e della Lega Nord, Paolo Valentini e Stefano Galli.

Tra gli indagati Nicole Minetti (a suo carico anche consumazioni da 800 euro all’hotel Principe di Savoia) e Renzo Bossi.

Nell’ambito dell’inchiesta gli investigatori della Gdf avrebbero accertato un utilizzo illecito dei rimborsi regionali dei gruppi consiliari. In particolare l’indagine riguarderebbe spese fatte al di fuori dell’attività politica con soldi pubblici. In particolare, alcuni consiglieri lombardi avrebbero speso soldi pubblici per degustazioni, cocktail e acquisti di carne in macelleria, oltre a videogiochi, cappuccini e brioche.

I magistrati avrebbero ritrovato giustificativi di spesa, indicate come spese di rappresentanza del gruppo consiliare, in realtà riconducibili alle spese di singoli. Tra le spese considerate illecite, secondo quanto appreso, ci sarebbe lo scontrino (da circa 750 euro) per l’acquisto di munizioni da caccia, ma anche spese per macelleria, cene in locali e ristoranti, pizze da asporto, o lo scontrino del bar con la colazione della mattina. A queste, si vanno ad aggiungere spese in agriturismi, o scontrini fatti all’una di notte per diversi cocktail in locali alla moda di Milano. Si va da spese che ammontano a oltre 100mila euro ai pochi euro di cappuccino e brioche nel periodo dal 2008 al 2012.

L’inchiesta condotta dal procuratore aggiunto di Milano Alfredo Robledo e i sostituti Paolo Filippini e Antonio D’Alessio, era partita da un fascicolo che vedeva indagati per peculato e truffa aggravata: il leghista ed ex presidente del Consiglio regionale, Davide Boni, indagato in un’altra inchiesta per corruzione; l’ex vice presidente del Consiglio regionale ed ex assessore Franco Nicoli Cristiani (Pdl), anche lui accusato di corruzione in un’altra inchiesta; e l’ex assessore regionale Massimo Buscemi del Pdl. Erano i loro i nomi indicati nel decreto di esibizione di documenti del 10 ottobre scorso.

Intanto i magistrati hanno spedito un invito a comparire a 22 delle persone indagate e, secondo quanto appreso, dovrebbero fare una nuova visita in Regione Lombardia per acquisire ulteriore documentazione.

Sotto la lente di ingrandimento degli investigatori, da quanto si è saputo, sono finite soprattutto le spese di comunicazione e di rappresentanza, ritenute sospette, dei gruppi consiliari del Pdl e della Lega e in particolare i finanzieri avrebbero accertato spese, per cene e viaggi, illecite. Da quanto si è saputo, inoltre, gli investigatori passeranno comunque al setaccio anche le spese con i rimborsi regionali di altri gruppi consiliari, come quello del Pd.

«Non ho ricevuto nulla», commenta il capogruppo della Lega in Regione Lombardia. «Non riusciamo a capire il motivo, se non che è iniziata la campagna elettorale», ha aggiunto Galli. «Penso – è la convinzione del capogruppo della Lega – che ci sia in atto una campagna elettorale a favore di Ambrosoli». Galli lo spiega partendo soprattutto da una costatazione: «Se l’indagine è quella che emerge dai giornali, allora il sistema dei rimborsi è lo stesso che stanno usando il Pd, Sel, l’Idv, l’Udc e i Pensionati, ma su di loro i pm non stanno indagando».

«Batman non c’è in Lombardia», ha commentato il presidente del Pirellone Roberto Formigoni riferendosi all’indagine sul consigliere regionale del Lazio del Pdl, Franco Fiorito, in cella con l’accusa di aver usato illecitamente centinai di migliaia di euro di fondi del partito. «Credo proprio – ha aggiunto Formigoni – che i nostri gruppi abbiano rispettato fino in fondo le regole».

[youtube]http://www.youtube.com/watch?v=LOaJKRU5iTE[/youtube]

© Riproduzione Riservata

Commenti