L’istituto di credito incarica società di mediazione per una “conciliazione” sulla contesa giudiziaria: incontro a Roma il 19 dicembre. Ma, dopo il danno subito con i due contratti, al Comune adesso conviene una transazione? 

Bnl-Gruppo Bnp Paribas

Comune di Taormina e Bnl verso una transazione sul “caso swap”. A chiedere un accordo è proprio la Banca Nazionale del Lavoro SPA, che ha depositato a Roma presso ADR Center, organismo di mediazione accreditato, istanza per l’avvio di una procedura di mediazione. Un incontro con i vertici dell’Amministrazione di Taormina si terrà adesso il 19 dicembre a Roma, alla presenza dell’assessore Fabio D’Urso e del legale incaricato dal Comune, l’avv. Nino Parisi.

“Andremo a Roma per ascoltare la loro proposta e poi valuteremo. Al momento non è stata presa ovviamente alcuna decisione”, fa sapere D’Urso circa i possibili sviluppi del contenzioso. Bnl aveva presentato ricorso al Tar di Catania per l’annullamento, previa sospensione dell’esecutività, della delibera di Giunta di Taormina n. 60 del 18/10/2011.

“Annullamento d’ufficio del contratto interest rate-swap con Bnl oggi Gruppo Bnp Paribas” è l’oggetto della delibera con la quale il Comune un anno fa ha inteso uscire, infatti, in via definitiva dall’accordo contrattuale di finanza derivata con l’istituto di credito. La vicenda si intreccia con un’indagine della Guardia di Finanza che portò al sequestro preventivo di 17 milioni di euro nei confronti di Bnl in un iter giudiziario inerente il Comune di Messina. Sono due i contratti finiti al centro di una “bufera”, stipulati dal Comune di Taormina con Bnl, nel 2002 e 2005. Dagli atti il Comune non ha tratto i benefici sperati e ha consultato, per un’analisi specialistica dei contratti, la Ifa Consulting di Verona.

Da questo parere “sono emerse criticità contrattuali oltre a “costi occulti e/o invisibili”, sostenuti dall’ente, pari a 47 mila 640 euro, oltre i differenziali negativi per un ammontare di 103 mila euro circa e un “mark to market” (disponibilità del saldo) al 30 giugno 2011 pari a 121 mila 289 euro”. Il Comune aveva, altresì, inteso procedere penalmente presso il Tribunale di Messina, opponendosi poi alla richiesta di archiviazione del caso, e si è anche costituito al Tar di Catania, dove BNL ha fatto ricorso, come detto, per stoppare l’annullamento dei contratti disposto dalla Giunta taorminese.

A questo punto Bnl ha deciso di fare dietrofront sulla richiesta di sospensiva e vorrebbe trovare un punto di intesa, chiedendo al Comune di ritirare le azioni legali. La Giunta ha sostenuto l'”illegittimità del contratto stipulato, poiché lungi dal realizzare un “contenimento del costo dell’indebitamento”, innescando viceversa meccanismi di rischio atti a spingere al rialzo del costo, esponendo l’Amministrazione all’esborso di somme in conto interesse superiori a quella negoziata”.

Si sarebbe, insomma, configurato il pericolo di un “illegittimo esborso finanziario a carico del Comune” e “la banca ha finanziato attraverso il contratto Irs, l’Amministrazione, al contempo trattenendo oneri finanziari sotto forma di elevate commissioni implicite, non note al Comune”. Il “contratto swap” fu rinegoziato nel 2005 e rinominato “Irs con collar”.

Alla fine sono stati sospesi i pagamenti a Bnl, accantonando le somme dovute quali differenziali per gli anni 2009-11, in apposito capitolo di bilancio, per un importo complessivo di 120 mila euro. Sulla scorta della perizia dei consulenti “Ifa”, l’Amministrazione aveva tentato di trovare “un accordo per la definizione bonaria della vertenza con BNL Spa oggi BNP Paribas” ma non fu raggiunta alcuna intesa. Di contro la banca ha sostenuto “una puntuale conoscenza da parte dell’Amministrazione dei meccanismi sottesi all’erogazione di somme di denaro a titolo up-front”. Adesso è Bnl a volere una mediazione. Ma al Comune, dopo il danno subito, conviene davvero arrivare ad una transazione?

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