Per Bankitalia nel 2011 la ricchezza reale delle famiglie italiane è scesa al -3,4%. Rispetto al 2010 -306 mld euro

le famiglie italiane alle prese con la crisi

La crisi ha mangiato 306 miliardi di euro, -3,4% nel 2011, alla ricchezza complessiva della famiglie italiane che, tuttavia, rimangono tra le meno indebitate del mondo industrializzato. E’ quanto rileva la Banca d’Italia nel rapporto su ‘La ricchezza delle famiglie italiane nel 2011.

Alla fine del 2011 la ricchezza netta delle famiglie italiane era pari a circa 8.619 miliardi di euro, corrispondenti a poco più di 140 mila euro pro capite e 350 mila euro in media per famiglia. Le attività reali, prosegue Bankitalia, rappresentavano il 62,8% del totale delle attività, le attività finanziarie il 37,2%. Le passività finanziarie, pari a 900 miliardi di euro, rappresentavano il 9,5% delle attività complessive.

Nel corso del 2011 la ricchezza netta complessiva a prezzi correnti è diminuita dello 0,7%; l’aumento delle attività reali (1,3%) è stato più che compensato da una diminuzione delle attività finanziarie (3,4%) e da un aumento delle passività (2,1%). In termini reali (utilizzando il deflatore dei consumi) la ricchezza netta si è ridotta del 3,4%.

Per quanto riguarda la ricchezza abitativa detenuta, a fine 2011 era stimata poco più di 5mila miliardi di euro. Questo valore è aumentato dell’1,3% rispetto alla fine del 2010, riducendosi dell’1,4% in termini reali.

Nel confronto internazionale le famiglie italiane mostrano un’elevata ricchezza netta, pari, nel 2010, a 8 volte il reddito disponibile, contro l’8,2 del Regno Unito, l’8,1 della Francia, il 7,8 del Giappone, il 5,5 del Canada e il 5,3 degli Stati Uniti. Esse risultano inoltre relativamente poco indebitate, con un ammontare dei debiti pari al 71% del reddito disponibile (in Francia e in Germania è di circa il 100%, negli Stati Uniti e in Giappone è del 125%, nel Canada del 150% e nel Regno Unito del 165%).

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