L’ennesima discesa in campo del Cavaliere ha inflitto il colpo di grazia alla vecchia componente di Alleanza Nazionale, divisa e lacerata tra anti e filo-Berlusconi 

Meloni, Berlusconi e La Russa

Torna Silvio Berlusconi e loro sono a un passo dall’addio. Gli ex An si presentano al momento della verità divisi e frantumati oggi più che mai. Dopo il brusco monito del Cavaliere in diretta televisiva, infatti, si è innescata una girandola di incontri e contatti tra i colonnelli dell’ex Alleanza nazionale. Le scissioni, più o meno morbide, sembrano ormai inevitabili. Oggi appare in questo contesto l’ennesimo giorno della verità.

Ignazio La Russa è il più convinto di tutti. Ieri ha incontrato Giorgia Meloni. Insieme potrebbero dar vita a un soggetto di destra – potrebbe chiamarsi ‘Centrodestra italiano’ – scegliendo la via di una scissione più o meno morbida. Ma la giovane ex ministro tentenna, valuta anche la strada di una forza autonoma insieme a Guido Crosetto, che avrebbe un’unica ragione sociale: il rinnovamento. Il gigante azzurro a suo volta non resta fermo e oggi ha incontrato Angelino Alfano.

La giornata di oggi appare dunque determinante per la sorte dei dirigenti che provengono da via della Scrofa. A sera è infatti in agenda un incontro tra La Russa, Meloni, Gasparri (che ancora frena sulla separazione, ma difficilmente romperà con l’ex ministro della Difesa) e i parlamentari d’area. Sarà in quella sede che quasi tutti si attendono decisioni irrevocabili. Ed è lì che Meloni potrebbe annunciare la strada prescelta. Ed è lì che La Russa potrebbe spiegare che se scissione deve essere, sarà meno morbida di quanto immaginato. Un modo per marcare le differenze e sottolineare i valori di riferimento rispetto ai berlusconiani, aggregando consenso in campagna elettorale.

Ma è tutto il mondo aennino in subbuglio e il rientro in pista di Berlusconi ha l’amaro “sapore” del passaggio di Attila. Gianni Alemanno è pronto a rompere, nei prossimi giorni preparerà il terreno per una scissione che dovrebbe concretizzarsi entro domenica. Lunedì i suoi parlamentari potrebbero lasciare i gruppi del Pdl. Ma intanto, nel dubbio, domani incontrerà Silvio Berlusconi. Tutte le strade restano aperte e insieme da Andrea Augello il sindaco valuterà due opzioni: schierarsi con Monti – se il Prof si candiderà – o con Berlusconi, se invece dovesse concretizzarsi una sfida tra l’ex premier e Bersani.

Accanto all’ex ministro dell’Agricoltura si schierano già parte delle truppe di Comunione e liberazione. Mario Mauro a Bruxelles ha sfidato apertamente il fondatore del Pdl, che vorrebbe sfiduciarlo ma non ha i numeri per farlo. Eppure berlusconiani di ferro come Licia Ronzulli non mancano di contestare la guida del capodelegazione: “Per coerenza dovrebbe dare le dimissioni”. Con Mauro, però, è schierata buona parte dei 24 eurodeputati pidiellini. Anche l’ex ministro degli Esteri Franco Frattini è a un passo dall’addio, mentre già fuori dal Pdl sono diversi senatori guidati da Pisanu, che in serata è stato ricevuto da Gianfranco Fini.

Su tutti i parlamentari pesa comunque il verbo del Cavaliere. Che, a Mattino Cinque, ha licenziato in diretta il 90% dei parlamentari, promettendo di ricandidare solo il 10% degli uscenti. Numeri naturalmente lontani dalla realtà, ma che servono a portare avanti una precisa strategia per favorire la fuga dal partito e ‘selezionare’ le truppe scelte. Domenica sono in agenda solo a Roma due importanti eventi, uno lanciato da Meloni e l’altro da Alemanno. Già in quell’occasione il quadro dovrebbe chiarirsi.

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