Pdl e Pd lavorano su fronti politici opposti per la stessa soluzione: evitare la candidatura di Monti alle elezioni promettendo in cambio sostegno per la successione a Napolitano. Alfano e Bersani confermano lo scenario

Mario Monti

Mario Monti “sarebbe un prestigiosissimo presidente della Repubblica”. Lo ha detto il segretario del Pdl, Angelino Alfano durante “Porta a porta” a suo giudizio il premier “ha l’autorevolezza e lo standing per ogni ruolo” ma l’ex Guardasigilli ha ribadito che per tornare a Palazzo Chigi dovrebbe “superare il valico del voto popolare”.

Alfano non ritiene inoltre che una sua candidatura inficerebbe un’eventuale elezione al Colle. “Se facciamo una serie storica dei presidenti della Repubblica, tranne poche eccezioni come Ciampi, si nota che – ha sottolineato – sono stati tutti militanti di partito. E poi penso che qualunque scelta farà Monti la farà non per calcolo personale ma per spirito di servizio”.

E anche a sinistra si comincia a pensare all’investitura di Monti per il Quirinale, come a voler confermare che sia il Pdl che il Pd, su fronti politici opposti, lavorano alla stessa strategia, come in una sorta di “patto di non belligeranza” con l’attuale premier. La promessa di sostegno per la corsa al dopo Napolitano in cambio di un passo indietro da una possibile candidatura alle elezioni politiche, che potrebbe cambiare gli scenari politici e danneggiare i partiti.  

La prima persona che incontrerò in caso di vittoria sarà Mario Monti». L’anticipazione di Pier Luigi Bersani afa capire quali siano le sue valutazioni per l’oggi e i suoi progetti per il domani. Il leader del Pd continua a considerare l’attuale premier «una risorsa preziosa» anche per il 2013 e per gli anni a venire. E lo strappo «irresponsabile» del Pdl, è il suo ragionamento, non deve far venir meno questo suo profilo. «Mettersi nella mischia credo che non convenga né a lui né all’Italia», aveva detto Bersani prima che Silvio Berlusconi aprisse la crisi politica e si candidasse. E il concetto viene ribadito dal segretario Pd ai suoi interlocutori in queste ore in cui tutti si chiedono se Monti intenda o meno candidarsi alle prossime politiche.

Se Bersani pensa sia meglio che Monti non si schieri è perché soltanto mantenendo un profilo super partes potrà ricoprire qualunque incarico ritenga più utile al Paese, nella prossima legislatura. Compresa l’ipotesi Quirinale, di cui ormai si parla più o meno esplicitamente all’interno del centrosinistra: da Bruno Tabacci, che sta lavorando a una lista di moderati alleata del Pd insieme a Giacomo Portas («credo che in continuità con Napolitano potrebbe essere un ottimo Presidente della Repubblica») a Walter Veltroni, che fa capire come la pensi dicendo che l’attuale premier «è per me come Ciampi, una risorsa gigantesca».

Il leader del Pd dice al termine del suo ragionamento che «naturalmente sta a Monti decidere alla fine quel che è più opportuno». È chiaro che una attiva partecipazione dell’attuale premier nella campagna elettorale appena aperta modificherebbe gli scenari, ma Bersani assicura a chi lo contatta in queste ore due cose. La prima: non ci saranno ripercussioni sulla sua candidatura alla presidenza del Consiglio alla guida della coalizione dei progressisti: «Non abbiamo mica fatto le primarie per nulla». La seconda, tesa a tranquillizzare chi vuole che Monti giochi un ruolo di primo piano nella prossima legislatura, riguarda il fatto che l’attuale premier sarà il «primo interlocutore» con cui vuole confrontarsi dopo il voto, se gli elettori premieranno il centrosinistra: «Voglio discutere con Monti di quale possa essere per lui il modo migliore di aiutare il Paese».

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