Nel 2012 uccise 78 tigri: i resti dei felini impiegati per la preparazione di farmaci e afrodisiaci nei paesi dell’Asia

la strage delle tigri

Nel corso del 2012, sono state uccise 78 tigri, cinquanta delle quali sono state utilizzate per la creazione di farmaci e afrodisiaci.

L’anno che sta per concludersi, dunque, rappresenta un periodo nero per le tigri indiane, in quanto i cacciatori di frodo ne hanno uccisi diversi esemplari per incrementare i propri guadagni.

A lanciare l’allarme il Mail Today di New Dehli. L’articolo che si è occupato della drammatica vicenda è stato intitolato “Trauma Tigre”. Non è la prima volta che si registra una simile mattanza di questi esemplari. Nel 2001, infatti, si sono registrati 71 decessi, nelle diverse riserve del paese.

Le tigri rappresentano un business per persone senza scrupoli: secondo l’ultimo censimento del 2010, in tutto il territorio indiano vivevano 1.706 tigri nelle 42 riserve gestite nell’ambito del “Progetto Tigre” governativo su una superficie complessiva di 53.547 chilometri quadrati.

Dei 78 animali deceduti (al 22 novembre 2012), 50 sono caduti nelle mani dei cacciatori di frodo mentre 28 sono morti per cause naturali: parte dei felini sono stati utilizzati per la preparazione di farmaci, per lo più afrodisiaci, in vari paesi dell’Asia.

© Riproduzione Riservata

Commenti