Governo del sottosuolo nelle aree urbane: sicurezza dei cittadini con un Piano di monitoraggio tridimensionale sperimentale. L’esempio della VII Municipalità di Napoli

I dissesti causati da attività umane che negli ultimi 16 anni hanno interessato il sottosuolo della VII Municipalità (San Pietro a Patierno, Secondigliano e Miano) nell’area nord di Napoli hanno provocato ben 13 vittime; vere e proprie tragedie sono state sfiorate come nel caso del recente sprofondamento avvenuto nel centro storico di Miano sabato scorso 1 dicembre (proprio nel luogo da dove la mattina dopo dovevano radunarsi decine di persone per partecipare alla maratona di Miano) e in quello avvenuto il 9 novembre 2012 vicino all’aeroporto dove è stato in parte coinvolto un ristorante fortunatamente deserto.

Si ricordano i tragici eventi del 23 gennaio 1996 quando al Quadrivio improvvisamente cedette la volta della galleria sottostante causando l’incendio del gas e ben 11 vittime. Altro evento tragico è stato quello del dicembre 1996 che provocò il cedimento improvviso di una cavità artificiale, scavata in passato per l’estrazione del tufo, nei pressi del bosco di Capodimonte e il decesso di due persone. La Municipalità San Pietro a Patierno, Secondigliano e Miano rappresenta l’area più gravemente colpita dai dissesti del sottosuolo causati dagli interventi umani recenti e passati. Un triste record: negli ultimi 16 anni, quasi una vittima l’anno.

Si possono evitare queste tragedie? Si devono prevenire! Continuando con il disinteresse totale finora manifestato dalle varie amministrazioni circa le modificazioni che l’uomo determina nel sottosuolo urbano si corre il serio rischio che i vari “miracoli” finora avvenuti possano finire: basta che per caso o per la distrazione dei “protettori” si determini uno sprofondamento, come quelli già verificatisi in zone momentaneamente deserte, in un’area “trafficata”.

lo studio sperimentale

La VII Municipalità rappresenta un esempio di una moderna area urbana che si sviluppa in tre dimensioni occupando anche il volume di sottosuolo senza il quale non può esistere la città che si sviluppa sul soprasuolo, come evidenziato nella figura. La moderna città è come una nave che non può galleggiare senza la parte sommersa.

Lo sviluppo della città è stato possibile utilizzando il sottosuolo per la realizzazione di vari sottoservizi intervenendo per singoli progetti e raramente in seguito ad una pianificazione del suolo e sottosuolo; attualmente in molte città la esiguità degli spazi disponibili in superficie rende sempre più obbligatorio l’uso del sottosuolo. Dal momento che lo sviluppo urbano in superficie, molto spesso, non è avvenuto tenendo presente prioritariamente le caratteristiche geoambientali, può accadere che per la realizzazione di nuovi sottoservizi o infrastrutture vadano realizzati impegnativi, delicati e costosi interventi nel sottosuolo anche in aree che presentano seri problemi geologici.

La moderna città è paragonabile ad una nave in quanto costituita da una parte visibile emergente dalla superficie e da una parte, “sommersa”, non visibile, ma indispensabile per la “vita” equilibrata della città. Così come un progetto di ammodernamento o ampliamento di una nave deve prevedere anche l’adeguamento della indispensabile parte “sommersa” si deve tener presente che il “miglioramento” di una città deve evitare la realizzazione di interventi che possano squilibrare il sistema urbano “visibile” e “non visibile”. E’ evidente che la moderna città va pianificata prevedendo una utilizzazione sinergica della superficie e del sottosuolo valutando le caratteristiche ed esigenze della città “visibile” e le caratteristiche geoambientali del sottosuolo al fine di ottenere un funzionale recupero dell’Habitat garantendo la sicurezza dei cittadini e dei manufatti e l’economicità degli interventi.

E’ indispensabile, pertanto, una moderna e completa conoscenza delle caratteristiche geoambientali del sottosuolo delle aree urbane sviluppatesi durante i secoli nei quali si utilizzavano le rocce del sottosuolo come materiali da costruzione e si ricavavano depositi sotterranei per l’acqua in assenza di una rete acquedottistica. La ricostruzione delle modificazioni morfologiche apportate dall’uomo per adattare la primitiva superficie del suolo alle esigenze urbane, come il colmamento di valloni e valloncelli trasformati in fognature. Le esperienze maturate nell’ambito del Progetto Strategico del C.N.R. Geologia delle Grandi Aree Urbane (promosso da F. Ortolani) possono consentire di evidenziare i rapporti tra area urbana di superficie, la geologia e la posizione dei diversi manufatti costruiti in epoche diverse e da realizzare nel sottosuolo (sottoservizi quali acquedotti e fognature, gasdotti, cavi vari, infrastrutture viarie e ferroviarie, ecc.).

L’esatta conoscenza dei sottoservizi, della loro ubicazione, dell’epoca di realizzazione, delle caratteristiche costruttive, delle loro intersezioni e coesistenza al di sotto di strade adibite impropriamente anche al transito di mezzi pesanti, può consentire di individuare le eventuali criticità in relazione alla presenza di discontinuità litologico-tecniche e di cavità artificiali nel sottosuolo. Il quadro tridimensionale del sottosuolo integrato da una necessaria didattica ambientale consentirebbe di programmare un adeguato monitoraggio interattivo per prevenire i fenomeni finora verificatisi improvvisamente.

Il territorio della VII Municipalità merita una particolare attenzione da parte dei rappresentanti delle Istituzioni e può rappresentare il campo di una nuova sperimentazione multiistituzionale tesa a garantire la sicurezza dei cittadini e dei manufatti anche di importanza strategica come la linea metropolitana, superstrade, aeroporto, strade locali e di collegamento extraurbano, acquedotti e gasdotti.

I residenti nella Municipalità, da molti anni impegnati nelle ricerche geoambientali presso il CNR e l’Università Federico II, sono disponibili a mettere a disposizione le conoscenze finora acquisite e ad assicurare una attività scientifica di coordinamento a livello istituzionale nell’ambito di una collaborazione a costo zero che consenta di elaborare un piano di attività che deve vedere la fattiva partecipazione dei vari Enti e Società che hanno eseguito interventi di diverso tipo nel sottosuolo.

Dalla VII Municipalità si può avviare un “nuovo governo del territorio urbano” che comprenda anche la pianificazione e la tutela e un Piano di monitoraggio tridimensionale necessario non solo per garantire la sicurezza dei cittadini e dei manufatti ma, addirittura, per consentire la conservazione, il restauro e lo sviluppo della città moderna.

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