Nuova udienza al processo d’appello per il delitto di Antonella Falcidia. Vacilla impianto accusatorio contro il marito, il prof. Vincenzo Morici. Tra le mani della vittima fu trovata una ciocca di capelli di donna 

Vincenzo Morici

L’assassino della prof. Antonella Falcidia fu una donna? Eccola la “prova madre” che potrebbe stravolgere la storia delle indagini che hanno visto finire sotto processo il marito della vittima, il prof. Vincenzo Morici, il noto medico accusato del delitto avvenuto a Catania la sera del 4 dicembre 1993.

Una ciocca di capelli di donna ritrovata tra le mani della vittima potrebbe essere la firma inavvertitamente lasciata dal killer sulla scena del crimine.

Anche di questo si è discusso stamattina al Tribunale di Catania in una nuova udienza al processo d’appello sull’omicidio di via Rosso di San Secondo. L’indagato è il prof. Morici, il noto e stimato chirurgo, primario del reparto di Chirurgia dell’ospedale San Vincenzo di Taormina, già assolto in primo grado per non aver commesso il fatto.

L’avvocato Enrico Trantino del collegio difensivo di Morici, ha chiesto alla corte d’assise e d’appello di confermare l’assoluzione parlando in aula di prove schiaccianti che attestano l’innocenza di Morici e la totale estraneità ai fatti per i quali la Procura di Catania lo ha processato.

Il procuratore generale Domenico Platania, nella precedente udienza, ha chiesto la condanna a 30 anni per Morici, in un quadro accusatorio che sembra tuttavia farsi sempre più fragile. Il presidente della Corte ha però respinto la richiesta dell’accusa che chiedeva l’audizione in aula di un medico legale che fu il primo ad entrare in casa Morici la sera del delitto. Un genetista che, adesso ha 100 anni.

In primo grado, come detto, a conclusione del processo col rito abbreviato, il 3 marzo 2011, l’imputato era stato assolto dal Gup Grazia Caserta, con formula piena “per non avere commesso il fatto”.

Oggi l’avvocato Trantino ha evidenziato le incongruenze dell’Accusa su più punti ed ha contrastato punto per punto le ipotesi indiziarie sulle quali si fonda il processo, soffermandosi sull’impossibilità che sia stato Morici a compiere il delitto. All’ora dell’omicidio, il medico si trovava a Nicosia. La Difesa ha sostenuto che le macchie di sangue ritrovato nell’edificio di via Rosso di San Secondo non sono state contaminate, erano quindi secche. Ciò proverebbe che il delitto sarebbe intorno alle 22,45 quando Morici era ancora lontano da casa.

Poi soffermandosi sulle prove che accusano Morici, Trantino ha parlato della perizia del Ris, che compara l’impronta di una scarpa rilevata nella casa del delitto e quella dell’imputato: “l’orma, lasciata da una calzatura adidas “stan smith”, appare di taglia chiaramente più grande rispetto a quella di Morici”. E si è discusso della ciocca di capelli di donna, che per forza di cose non può appartenere a Morici.

Al termine dell’udienza la Difesa ha chiesto la conferma dell’assoluzione per l’imputato.

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