Berlusconi punta sui volti nuovi per tentare l’ardua impresa di rifarsi una “verginità” politica: ed ecco Baresi, Maldini, Braida, Scotti, Sallusti, Paciotti, Doris 

Libero annuncia i volti di “Forza Italia 2.0”

L’operazione Forza Italia 2.0 è scattata. Il Cavaliere scende in campo per la sesta volta e il confine tra il pallone e la politica, in un Paese al disastro, si fa sempre più sottile. La rifondazione del Pdl, stavolta più che mai, è ripartita da Milanello. In tutti i sensi.

“Caccia” ai nuovi volti del partito che non c’è: quello che sta per diventare il nuovo proscenio di due capitani veri, due vere leggende del Milan, come Paolo Maldini e Franco Baresi, e il direttore sportivo Ariedo Braida. Sono loro, assieme ad altri, i candidati ideali, secondo Silvio Berlusconi, per sostituire gli anonimi e impresentabili del Pdl, i Cicchitto, i Gasparri e tutti quelli che sono diventati una insopportabile e malvista folla diseredata di vecchi pretoriani del mondo di Arcore.

La rifondazione Pdl, o di Forza Italia 2.0, riparte dal Milan. E’ quello della quadra più titolata del mondo il vero spirito da rievocare e mettere in campo per la nuova avventura del presidente che ha vinto più Coppe dei Campioni di tutti.

L’elicottero dell’ex premier è tornato a volteggiare nelle scorse ore sopra i campi dove si allena il Milan: qui, quando scende dal cielo, lo attendono ancora come il messia, come il re taumaturgo che sana le ferite, rinfocola gli animi, fa vincere le partite solo imponendo le mani e regalando sorrisi e complimenti. Il Milan in effetti è tornato a correre da quando il presidente è tornato ad occuparsi della squadra e ha ristabilito il rito della visita pre-partita. Fa finta di crederci Allegri, salvato per il rotto della scuffia grazie ai buoni uffici di Galliani: il fisico del bravo candidato ce l’avrebbe pure, Allegri, ma è pericolosamente livornese, a rischio contaminazione comunista.

Maldini e Baresi, invece, sono miti imperituri, basta staccarne i poster dalle camerette dei tifosi e appiccicarli sui manifesti elettorali perché un nuovo miracolo si compia. Berlusconi s’è convinto che sono sicuramente meglio anche di una Carfagna che ingrata non è più fedelissima e obbediente ma, incredibile dictu, si è messa a pensare con la sua testa. C’è già chi ha riportato succintamente sulle pagine dei giornali l’ingombro dei book scompaginati sulla scrivania di Berlusconi alla caccia di facce nuove, facce da voto, facce che però non hanno mai alzato una Coppa o tirato un calcio di rigore. “Il numero uno di Mediolanum Ennio Doris, lo stilista Cesare Paciotti, l’amministratore delegato di Cisco David Bevilacqua, l’avvocato Gianpiero Samorì, il direttore del Giornale Alessandro Sallusti, il presentatore Gerry Scotti e la neoconsigliera Rai Luisa Todini“. E si attende pure il via libera di Flavio Briatore.

Ma le star sono loro: Maldini e Baresi, fiore all’occhiello del Milan e simboli di un calcio che ha vinto in tutto il mondo, ma lo stesso vale – sempre a detta di Berlusconi – per tutte le reclute in agenda. Quelli di Forza Italia 2.0, come sono stati già ribattezzati.

Ancora una volta Berlusconi sembrerebbe voler puntare sulla televisione o sulla popolarità da gossip di certi imprenditori e uomini dello spettacolo per vincere la sua sfida. In un’epoca in cui sono questi i criteri con i quali la cittadinanza si informa non è escluso che la tattica possa portagli nuovamente consenso e voti. L’obiettivo del Cavaliere è quello di perdere con il massimo sforzo, rendendo magari difficile la vita di Bersani & company al Senato della Repubblica, dove la terribile legge elettorale del ”Porcellum” consente i premi su base regionale.

I colpi di coda dell’ex Premier sono dietro l’angolo. Chi lo sottovaluta, si sbaglia. Mai dare per sconfitto un grande illusionista, soprattutto se il “venditore di fumo” è quello di Arcore.

© Riproduzione Riservata

Commenti