Per cambiare gli equilibri ormai precostituiti della politica italiana serve il modello americano dove in ogni Stato i voti ai candidati vengono assegnati (in base alla popolazione) ai “grandi elettori”. L’esempio della Sicilia

il modello americano in Italia?

Quando scrissero la Costituzione nel 1787, i padri dell’unione americana sapevano che in un Paese democratico i cittadini dovevano votare per eleggere i leader politici, ma erano convinti che fossero troppo ignoranti (quindi non informati o facilmente manipolabili), pertanto per l’elezione del presidente assegnarono i “Grandi Elettori”.

In effetti, negli Usa i cittadini non eleggono direttamente il presidente, ma votano per i “grandi elettori” assegnati al candidato. Per ogni stato dell’Unione, i voti ai candidati vengono assegnati (in base alla popolazione) ad un certo numero di “grandi elettori”. Vince chi raggiunge 270 grandi elettori (dei 538 totali assegnati agli Stati). Da considerare che i grandi elettori hanno anche la facoltá di cambiare alleanza se ritenessero il loro candidato ufficiale non piú idoneo. Nel 1832 ben 32 grandi elettori cambiarono candidato e l’ultimo caso risale alle elezioni del 2000.

Il fatto che anche ai nostri giorni ai cittadini Usa non fosse consentito il voto diretto per il loro presidente, mi infastidiva tanto da volerci scrivere alcuni commenti, ma ora non piú. Da quando una Corte Suprema controllata dai Repubblicani ha tolto i limiti alle multinazionali ed ai multimiliardari di finanziare le campagne elettorali, il cittadino americano del XXI secolo si é praticamente trovato sotto le stesse condizioni di manipolazione e dis-informazione dei suoi predecessori di tre secoli fa. Non solo, oltre ai finanziamenti diretti, oggi é possibile finanziare ulteriormente i candidati tramite fondazioni ed associazioni create ad hoc (con nomi altisonanti e dall’ apparenza super partes), ma che devono rivelare chi le controlla solamente ad elezione avvenuta, quindi le lobby rimangono segrete durante le fasi cruciali delle campagne elettorali.

L’Italia si trova oggi nelle stesse condizioni degli Usa per quanto riguarda le scelte politiche e pertanto sarebbe necessario l’introduzione dei grandi elettori. Prendiamo come esempio le recenti elezioni in Sicilia. Nonostante lo scempio che i politici hanno fatto della Regione, il 79% dei votanti ha scelto la casta, cioé le stesse persone e partiti che l’hanno ridotta in quello stato. Secondo alcune stime, in Sicilia Cosa Nostra ha controllato 150.000 voti espressi e buona parte (stimata a circa 900.000 degli aventi diritto) di quel 53% che si é astenuto (“La Mafia si é astenuta per lanciare un messaggio” sono stati alcuni commenti post-elettorali).

Alle regionali in Lombardia, i voti forniti dalla Mafia all’assessore Domenico Zambretti hanno raggiunto oltre il 35% dei totali ottenuti.

Oltre alla manipolazione e dis-informazione, anche a livello nazionale l’Italia é soggetta ai voti forniti dalle Mafie, stimate al 4% degli aventi diritto e 7% degli elettori, per investimenti di circa 140 milioni di euro.

A queste condizioni é evidente che le elezioni politiche in Italia non riflettono la vera volontá popolare, bensí gli interessi di casta e di Mafie, ma senza soluzione se non quella di toglier il voto diretto e passare ad un sistema di “grandi elettori” che devono avere la fedina penale e civile pulita, quindi che non siano ricattabili (o come si definiscono in politichese, “inaffidabili”) e con un alto senso civico e morale.

Da tener presente che per le recenti elezioni presidenziali Usa ci si é scandalizzati per il fatto che si siano spesi (alla luce del sole) oltre due miliardi di dollari (5,4 se si considerano anche quelli per la Camera e Senato federale), oltre a quelli non ancora dichiarati. In Italia, Sivio Berlusconi ha a sua disposizione ben 9 miliardi, tre reti Tv, due grandi giornali, diverse riviste, una buona stampa “simpatizzante” e parte della lottizzazione Rai.

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