Alla riapertura dei mercati, prime risposte negative al ritorno in campo di Silvio Berlusconi. Spread vola subito a 350. Borsa di Milano perde oltre il 2%, a picco anche le banche. La Spagna adesso teme il pericolo “contagio”

Monti lascia, Berlusconi torna

L’annuncio delle dimissioni del premier Mario Monti, come previsto, spaventa i mercati. Riprende a salire lo spread tra il Btp e il Bund tedesco, che chiude a quota 351 dopo essersi impennato oltre i 360 punti base, mentre Piazza Affari cede il 2,2% dopo essere arrivata a perdere il 4%. Il premier Mario Monti si spende per tranquillizzare i mercati, affermando che non bisogna drammatizzare e dichiarandosi fiducioso per il futuro: «Le elezioni daranno all’Italia un governo responsabile».

«Non bisogna drammatizzare le reazioni dei mercati» ha detto Monti in conferenza stampa ad Oslo, dove ha partecipato alla cerimonia di consegna del premio Nobel alla Ue. ricordando che attualmente «il governo è pienamente in carica, non ha lasciato».

«I mercati non devono temere un vuoto di decisione – ha detto il premier – ha detto il premier – Il governo è in carica in tutte le funzioni. Sarà in carica anche dopo che il capo dello Stato avrà deciso lo scioglimento delle Camere e resterà in carica finché non passerà le consegne al nuovo governo».

«L’Italia avrà un governo responsabile». «Sono molto fiducioso – ha detto il premier – sul fatto che le elezioni italiane, quando si svolgeranno, qualunque governo daranno all’Italia, questo sarà altamente responsabile, orientato all’Unione europea: e ciò sarà in linea con gli enormi sforzi perseguiti dall’Italia».

«Gli italiani non sono sciocchi, non credono a facili promesse». «Niente mistificazioni in campagna elettorale da parte di nessuno sulle terapie attuate dal governo nell’ultimo anno – ha auspicato Monti risponendo a chi gli chiedeva se temeva che sarebbe stata messa in dubbio la sua azione di governo durante la campagna elettorale – I mercati non devono temere, gli italiani non sono sciocchi. I cittadini italiani sono maturi e non tanto disposti a credere a facili promesse».

«Candidarmi? Non sto considerando la questione ora». «Non sto considerando questa questione – ha detto Monti rispondendo lla domanda se stia pensando a candidarsi – In particolare in questa fase tutti i miei sforzi sono concentrati nel completamento del tempo rimanente, che sembra limitato ma richiede applicazione intensa ed energia anche da parte mia».

«Qualunque sia il mio futuro, resta il mio impegno per l’Europa». «Qualunque cosa io faccia nel futuro, non lascerò certo il mio costante filone di lavoro e impegno che è stato quello di spiegare l’Europa ai cittadini e spiegare le tematiche europee al di fuori di ogni populismo»: lo ha detto il premier Mario Monti, parlando ad Oslo. Durante l’incontro stampa, Monti ha messo in guardia contro i rischi di nazionalismo e popolusmo. In particolare – ha detto – «esiste il rischio di derive populiste sulle politiche economiche europee».

«Attenti ai rigurgiti di nazionalismo». «Bisogna fare attenzione – ha detto Monti – a continuare il lavoro della costruzione europea e affrontare i rigurgiti e gli aspetti di populismo».

Angela Merkel loda il premier italiano. La cancelliera ha fatto sapere di aver «sempre lavorato bene» con Monti e di avere «un rapporto di stima» con lui. Lo ha detto il portavoce della cancelliera Georg Streiter rispondendo a una domanda sulle dimissioni. A un’altra domanda su Silvio Berlusconi, Streiter ha precisato che il governo non commenta la politica interna degli altri Paesi.

Piazza Affari affonda. L’indice Ftse Mib dei titoli principali, dopo essere arrivata a perdere quasi il 4%, cede il 2,2%. In positivo, invece, gli altri principali mercati: Londra +0,12%, Francoforte + 0,17%, Parigi +0,18%.

Italia sotto il fuoco dei mercati dunque. I timori di una reazione negativa per via dell’incertezza politica, si sono materializzati all’apertura delle contrattazioni con lo spread fra i Btp italiani e i Bund tedeschi che ha aperto subito a 340 punti contro i 323 di venerdì e si è allargato progressivamente per toccare a metà giornata quota 362 punti, con il rendimento dei titoli italiani arrivato a sfiorare il 5%, prmia di ripiegare leggermente verso quota 350. Il differenziale italiano si è trascinato dietro anche quello dei bonos spagnoli, salito a 437 punti.

L’impennata dello spread si è portata dietro anche Piazza Affari oramai diventata «un derivato» del differenziale sia perché questo esprime, seppure in maniera imperfetta, la sfiducia verso l’Italia e la sua economia sia per ragioni tecniche. La forte presenza dei titoli bancari sul listino (in caduta libera con punte del 6% per Intesa Sanpaolo e Unicredit) ha un effetto depressivo immediato sugli indici. Le banche sono doppiamente colpite da un alto spread: per il deprezzamento dei titoli di stato posseduti in forti quantità nel portafoglio e per gli alti costi che devono affrontare per raccogliere denaro rispetto alle rivali europee comprimendo così ulteriormente i margini.

I dubbi sulla instabilità politica di Paesi come l’Italia hanno «un contagio immediato» sul debito della Spagna. È quanto ha assicurato oggi il ministro spagnolo di economia, Luis de Guindos. «Quando sorgono dubbi sulla stabilità di un paese vicino come l’Italia, che a sua volta è percepito come vulnerabile, ci contagiano subito», ha osservato. «L’aiuto di cui ha bisogno la Spagna è che siano eliminate le incertezze sul futuro dell’euro. Questo è l’aiuto principale», ha aggiunto de Guindos. L’eliminazione dei dubbi sulla irreversibilità dell’euro, ha concluso il ministro dell’economia, renderebbe «molto più facile il finanziamento» della Spagna sui mercati.

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