Si va alle urne a febbraio: sprint fino a Natale, Camere sciolte entro fine anno. Da Grillo allarme raccolta firme

Mario Monti

Due settimane di tempo per approvare la legge di stabilità, il decreto sull’Ilva, il decreto sviluppo e l’attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi del nuovo articolo 81 della Costituzione, dando per morte la riforma elettorale e il decreto che riordina le province: è il tempo che il Parlamento ha a disposizione da qui all’ormai imminente fine della legislatura che avverrà, con ogni probabilità, intorno a Natale con lo scioglimento delle Camere da parte del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e le elezioni politiche a febbraio.

L’accelerazione impressa dall’annuncio del presidente del Consiglio, Mario Monti, di volersi dimettere subito dopo l’approvazione del ddl stabilità porterà necessariamente a una modifica profonda del calendario di dicembre di Camera e Senato: la conferenza dei capigruppo di Montecitorio è già convocata per martedì prossimo alle 10.30 e nella stessa giornata sarà probabilmente convocata anche quella di Palazzo Madama. E’ innanzitutto il calendario della Camera Alta, dove in commissione Bilancio è all’esame la legge di stabilità, quello cui mettere mano: l’Aula è convocata martedì pomeriggio alle 16.30 con all’ordine del giorno la riforma elettorale prima e il decreto province poi. La prima – oggi il presidente della commissione Affari Costituzionali, Carlo Vizzini, lo ha detto chiaramente – è “ormai destinata agli archivi”. E sul secondo provvedimento pende già l’annuncio di una pregiudiziale che presenterà il Pdl con buone possibilità di approvazione anche se il suo destino si saprà domani sera in Commissione.

Tolti di mezzo questi due provvedimenti, l’Aula del Senato sarebbe libera per l’approdo della legge di stabilità che potrebbe essere anticipato (attualmente è previsto per il 18 dicembre). Il Pd si è detto disponibile ad approvare tutto ciò che c’è da approvare entro il 20, il Pdl ha assicurato ripetutamente “responsabilità” nell’esame del ddl stabilità ma tra il dire e il fare ce ne passa: “In questo momento – spiega il presidente della commissione Bilancio del Senato, Antonio Azzollini – abbiamo da illustrare ed esaminare 1500 emendamenti presentati alla legge di stabilità: tutto si può accelerare se i partiti ritirano gli emendamenti” ma “per ora mi sembra un’ipotesi non verificabile”.

Nell’attesa che la legge di stabilità arrivi dal Senato, Montecitorio martedì mattina alle 11 in Aula inizierà a discutere la legge di attuazione del principio del pareggio di bilancio ai sensi del nuovo articolo 81 della Costituzione, mentre le Commissioni stanno esaminando il decreto crescita, giunto alla sua terza lettura, e quello Ilva. Quest’ultimo dovrebbe filare liscio come l’olio, stando alle dichiarazioni di Pd e Pdl, quello che porta il nome del ministro Corrado Passera e sul quale al Senato il Pdl ha deciso di uscire dalla maggioranza avrà un iter più complicato.

Le date possibili per le elezioni politiche sono il 10, il 17 e il 24 febbraio. La più papabile resta quest’ultima anche per consentire ai partiti e alle liste che intendono presentarsi l’espletamento di operazioni come la raccolta delle firme dalla quale sono esentate solo le liste che, da inizio legislatura, abbiano gruppi in entrambe le Camere o siano collegate a liste che abbiano gruppi in entrambe le Camere o abbiano un parlamentare europeo. Oggi è stato Beppe Grillo a lanciare l’allarme: “Il MoVimento 5 Stelle è in corsa contro il tempo per presentare le sue liste. Da aprile siamo passati a marzo e ora a febbraio. E poi? Napolitano le indirà il giorno della Befana che vien di notte con le scarpe rotte?”. La presentazione delle liste dei candidati con le relative sottoscrizioni deve essere effettuata entro il trentaquattresimo giorno antecedente quello della votazione.

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