L’Asm resta in liquidazione. Il Tar di Catania ha respinto infatti i due ricorsi presentati dall’ex Cda dell’azienda servizi municipalizzati e dall’ex direttore generale contro le delibere di Consiglio comunale n. 32 e n. 36 del 2011, con le quali fu sancita l’attivazione dell’iter di “scioglimento e messa in liquidazione” dell’ente.

I ricorsi erano rispettivamente avversi all’attuale liquidatela dell’Asm e contro il Comune di Taormina. L’azione giudiziaria principale presso il Tar è stata intrapresa dai componenti da Emilio Fragale (ex presidente dell’azienda), Gaetano Caliri, Giuseppe Russotti (ex consiglieri), Gaetano Longo (ex direttore generale), “per l’annullamento della delibera del Consiglio Comunale di Taormina n. 32 del 7/7/2011 pubblicata nell’albo pretorio in data 30/09/2011 e mai notificata, avente ad oggetto la modifica dell’art. 64 dello statuto dell’Asm Taormina ed introduzione dell’art. 64 bis- modifica delle procedure di scioglimento e liquidazione di Asm”, ed inoltre per l’annullamento “della delibera del Consiglio Comunale di Taormina n. 36 del 22/09/2011 pubblicato nell’albo pretorio in data 30/09/2011 e mai notificata ai ricorrenti, avente ad oggetto scioglimento e messa in liquidazione di Asm Taormina, in applicazione dei novellati artt. 64 e 64 bis dello statuto Asm, e nomina del liquidatore dell’azienda nella persona del dott. Cesare Tajana”. Veniva inoltre chiesto l’annullamento “di tutti gli atti presupposti, consequenziali o comunque connessi, anche non conosciuti, inerenti la procedura in questione”.

Nel novembre dello scorso anno il Tar aveva già respinto con due ordinanze i ricorsi che su questa materia avevano chiesto in via cautelare l’annullamento degli atti previo sospensiva, delle delibere. Adesso è arrivato un altro “no” del tribunale etneo.

Analogo esito si è avuto, come detto, in un secondo ricorso che era stato presentato da un legale rappresentante dell’Asm contro il Comune e nei confronti del liquidatore Cesare Tajana per l’annullamento delle delibere di Consiglio comunale, ed inoltre “di ogni altro atto relativo e consequenziale, fra cui l’insediamento del liquidatore in carenza di provvedimento notificato ai vertici di Asm e di ogni altro successivo atto adottato”. Con dispositivo di sentenza da parte del Tar tale richiesta è stata rigettata.

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