I partiti che hanno sostenuto le nefandezze del governo Monti ora sentono “profumo” di elezioni e prendono le distanze: ma intanto il premier assesta gli ultimi colpi letali per distruggere quel che resta della sanità pubblica

ancora tagli alla sanità

Mario Monti e Renata Polverini sono in “uscita”, ma prima di lasciare assestano gli ultimi colpi alla sanità pubblica e ai diritti costituzionali vitali.

E’ l’uccisione della sanità pubblica per avvantaggiare quella cattolica e privata, in un Paese che invecchia e che si immiserisce. A Roma: S.Filippo Neri , IDI, Gemelli, Oftalmico,CTO, Forlanini, Eastman, Spallanzani.

Dopo che, per più di anno, hanno sostenuto compatti tutte le nefandezze del governo Monti (tuttora in corso), PD e il PDL si trastullano e si riciclano, divisi, con trucchi vari e con il gioco elettorale della legge-truffa.

Il primo si affida alla sceneggiata delle “primarie”; il secondo , più furbo, gioca la carta della “sfiducia” a Monti e del ritorno di Berlusconi, che promette “mirabilia”: togliere tasse, Imu, euro…

Più di un anno fa, usando un dialogo inventato tra il cavaliere e un suo amico, avevo anticipato e descritto, ciò che è accaduto e sta accadendo oggi : le dimissioni di Berlusconi , il percorso “lacrime e sangue” di Monti, il rientro di Berlusconi e del PDL ,“esautorato” da Napolitano e in chiave “critica” verso Monti.

Si è avverato e si sta avverando tutto quello che avevo scritto allora nel dialogo simulato, su Blogtaormina.

Intanto il presidente Napolitano, in partenza, si aumenta lo stipendio annuo, da 239.192 a 248.027 euro. Alla faccia della “spending review” del suo pupillo Monti.

In questo squallido contesto istituzionale e politico, Monti e la Polverini, prima di “accomiatarsi” assestano gli ultimi colpi a ciò che resta della sanità pubblica e del “servizio sanitario nazionale”. A Roma e nel Lazio, come altrove, medici e personale degli ospedali pubblici e para-pubblici sono in lotta da mesi per impedire lo scempio della chiusura e della disoccupazione di ospedali che servono, non solo i malati del Lazio, ma quelli che arrivano da altre Regioni e dal Sud, come : S. Filippo Neri, IDI, Gemelli, Oftalmico, CTO, Forlanini, Eastman, Spallanzani.

Un cinico massacro costituzionale e sociale applicato ad un Paese che invecchia e impoverisce sotto i colpi della speculazione finanziaria capitalistica. Una cancellazione di diritti vitali, a partire dai più deboli.

Una politica disumana, largamente censurata e manipolata dai mass-media, che spinge i malati verso una costosa sanità privata e cattolica che considera la salute e la vecchiaia un “business speculativo”.

Venerdi’ 7 dicembre u.s. nel piazzale dell’Ospedale “S. Filippo Neri “di Roma nord, unico ospedale ancora pubblico che ha 2000 dipendenti (senza contare l’indotto) e serve malati regionali ed extraregionali (20% del totale), si è tenuta una affollatissima assemblea pubblica degli operatori, partecipata anche da un migliaio di cittadini romani. L’assemblea si è espressa contro la chiusura del S.Filippo Neri, ventilata da un piano di “rientro” (tagli) predisposto dal commissario straordinario alla sanità della Regione Lazio, Enrico Biondi. Ciò accade mentre la giunta regionale del Lazio è ormai sciolta e in fase preelettorale.

Il governo Monti sta dunque smantellando tutti i diritti costituzionali vitali : alla casa, al lavoro, alla istruzione,alla salute, allo Stato sociale.

Altre manifestazioni di protesta di operatori sanitari e cittadini sono previste a Roma nei prossimi giorni: l’11 dicembre presso la regione Lazio; il 15 dicembre nei giardini di piazza Irnerio.

I cittadini di tutte le età, gli immigrati, gli operatori sanitari (medici ed infermieri) sono chiamati a mobili-tarsi massicciamente, non solo a Roma, per contrastare e scongiurare questo primario delitto sociale.

Chi vive a Roma vede ogni giorno bandiere sindacali e presidi di operatori in tutti gli ospedali della capitale. Combattere la politica di Monti che “lascia” significa ripudiare e punire, anche elettoralmente, tutti coloro che l’hanno sostenuta e la continueranno: PDL/PD/UDC e i sindacati confederali CISL-UIL-CGIL.

Non ci sono soluzioni politiche e sociali nella dittatura del capitalismo finanziario e mercantile: bisogna uscirne, come stanno facendo i Pesi dell’America latina e come andiamo sostenendo da tempo.

© Riproduzione Riservata

Commenti