Polemiche e proteste sulle primarie del Movimento Cinque Stelle. A partecipare sono stati 32 mila. Rete attacca Grillo: “consultazione a numero chiuso, più che elezioni è loggia massonica”. Dubbi di nepotismo

“grane” anche per Beppe Grillo

Problemi anche in casa Grillo. Non è tutto oro quel che luccica tra i grillini. Così, al grande entusiasmo suscitato dalle primarie online per scegliere i candidati al parlamento del Movimento cinque stelle, sono seguite le critche.

In rete – come riporta Lettera 43 – è cominciato a crescere un “tam tam” amaro sui reali numeri della consultazione ‘grillina’. Voci contrarie e critiche verso le consultazioni volute da Beppe Grillo e Gianroberto Casaleggio hanno affollato Facebook e forum.

A partire proprio dai dati: il 6 dicembre Grillo aveva parlato di 95 mila voti disponibili per 1.400 candidati, tralasciando di ricordare però sia che ogni avente diritto al voto aveva tre preferenze da indicare, sia il numero effettivo di chi questo diritto lo ha esercitato. Considerando che le circoscrizioni erano 31, la media è di circa 1.000 voti ciascuna.

In buona sostanza: attenzione, perchè 95mila sono i voti, non i votanti. E quindi la matematica dice che in totale i votanti sono stati un po’ meno di 32mila. Tanti? Pochi? Sicuramente tanti erano i candidati, 1400 circa. E quindi la matematica dice che in media ognuno di loro ha preso poco più di 22 voti. D’accordo, c’è Trilussa e la storia della statistica e del pollo, c’è chi ne ha presi di più. Resta il fatto che la media è 22. E la domanda scontata è: chi di voi tra familiari, amici e parenti non troverebbe 22 persone disposto a votarlo?

«Più che le primarie, pare una loggia massonica», «questa è oligarchia, non democrazia», «piccoli club privati e casta estremamente chiusa», «c’è più gente nel mio quartiere», sono solo alcuni dei commenti apparsi in rete.

In assenza di numeri ufficiali forniti dallo staff, quelli stimati per l’Emilia-Romagna, una delle ‘roccaforti’ del Movimento, hanno fatto capire come in altre regioni i candidati siano stati nominati con numeri veramente esigui. In Emilia-Romagna i votanti sono stati 1.774 e la più votata, la riminese Giulia Sarti, ha “vinto” con 374 preferenze. L’opposto di altre regioni dove il Movimento sta muovendo ora i primi passi e pare che i candidati in cima alle liste abbiano avuto bisogno di appena qualche decina di voti.

Timori ribaditi anche dall’espulso Valentino Tavolazzi, già critico alla vigilia del voto: «Il Casaleggium suscita in me grande delusione, perché ha limitato i votanti (pare meno di 30 mila, vuole dircelo lo staff quanti sono veramente?) e ha imposto criteri escludenti per l’individuazione dei candidabili».

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