Udienza sulla procedura esecutiva, promossa da una società che vuole subentrare alla curatela del fallimento dell’impresa che ha pignorato Un milione di euro alle casse del Comune di Taormina. Giudizio in riserva

ex pretura di Taormina

Nuovo capitolo nella questione irrisolta del debito da un milione 200mila euro scaturito per il Comune dal mancato pagamento di lavori realizzati negli anni ’80 al Palacongressi, che ha condotto al pignoramento e alla messa all’asta dell’ex Pretura di Corso Umberto.

Si è svolta infatti nelle scorse ore al Tribunale di Trappitello un’ udienza relativa alla procedura esecutiva, promossa da una società che vuole subentrare alla curatela del fallimento dell’impresa, che vanta i soldi nella Tesoreria di Palazzo dei Giurati.

L’Amministrazione ha inteso costituirsi dinnanzi al tribunale contro la richiesta e ha conferito l’incarico all’avv. Antonella Di Re, per ottenere dal Tribunale l’estinzione del debito e sbloccare i fondi che sono fermi in Tesoreria addirittura dal 2005. Il giudizio è andato in riserva e l’esito arriverà nei prossimi giorni. “Se il Comune, come auspichiamo, avrà ragione – spiega l’assessore al Contenzioso, Fabio D’Urso, di fatto potrebbe essere una notizia di assoluto rilievo per la situazione finanziaria dell’ente. In sostanza ci troveremmo ad avere di nuovo una disponibilità per le casse comunale di circa Un milione 200 mila euro sino a questo momento pignorati. Aspettiamo il pronunciamento del giudice e siamo fiduciosi che possano prevalere le nostre ragioni”.

Il Comune è riuscito, per il momento, a bloccare la vendita all’asta dell’ex pretura. Nel frattempo, si attende la decisione del Tar di Catania su una ulteriore impugnativa effettuata dai titolari del debito contro un’indicazione della Soprintendenza, che ha sottolineato il valore storico del bene che, per tale motivo, risulterebbe assolutamente inalienabile. L’asta è stata bloccata fino a questa ulteriore sentenza. Il Tar dovrà entrare nel merito nel corso di un’udienza che, allo stato attuale, non risulta essere ancora fissata.

La curatela fallimentare che ha fatto scaturire l’asta sull’ex pretura ha vantato un credito verso il Comune di 829 mila 346 euro, oggetto di contestazione giudiziaria nel giudizio iscritto al n. 340/2002 R.G.C., nonché un ulteriore credito di Un milione 204 mila 281 euro, scaturente da decreto ingiuntivo n. 108/2002, provvisoriamente esecutivo ed anch’esso oggetto di contestazione nell’ambito del giudizio di opposizione al decreto ingiuntivo n.28/2003.

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