Rapporto 2012: politica e società sono sempre più lontane. Scendono investimenti nelle costruzioni, in calo anche le immatricolazioni nelle università

situazione sempre più diffile per le famiglie

Sono disposti a vendere l’oro di famiglia per arrivare a fine mese, a lasciare la macchina per andare in bicicletta, a coltivare l’orto piuttosto che subire i rincari del supermercato.Gli italiani ce la stanno mettendo tutta, vogliono sopravvivere alla crisi. E così «risparmiano, rinunciano, rinviano» facendo crollare la spesa. Ma sono «rimasti soli», sempre più distanti dalla politica.

È un’Italia «separata in casa» quella che emerge dal Rapporto sulla situazione sociale del paese presentato oggi dal Censis. Da una parte ci sono l’«ordine» e il «rigore» del governo, dall’altra le strategie messe in atto dalla società e dalle aziende: «restanza» del passato (neologismo che sta per valorizzare ciò che resta funzionante dal tradizionale modello di sviluppo), «personalizzazione» e «riposizionamento». «Sopravvivremo anche ai probabili e/o improbabili governi del prossimo futuro. Ma perchè dobbiamo sopportare governi in cui tutti vogliono governare, ma nessuno è d’aiuto al nostro stress di sopravvivenza? Forse è ora di trovare un modo di governare che si connetta ai processi reali, in una nuova sperimentazione di unità di governo e popolo», ha commentato il presidente del Censis, Giuseppe De Rita.

Crolla la spesa delle famiglie – Nei primi tre mesi del 2012 «la flessione delle spese delle famiglie è stata del 2,8% e nel secondo trimestre è stata vicina al 4% in termini tendenziali». Quest’anno i consumi reali pro capite «sono tornati ai livelli del 1997». In «drastica riduzione» anche la propensione al risparmio, dal 12% del 2008 all’attuale 8%. Scendono poi del 25% gli investimenti nelle costruzioni: nel 2012 le vendite delle case potrebbero attestarsi sotto i livelli del 1996. Quest’anno sono 907 mila le famiglie intenzionate a comprare casa (1,4 milioni nel 2001) ma solo il 53,5% realizza l’acquisto (65,2% nel 2011).

Meno viaggi, scarpe e oro. Boom di bici – Il 73% degli italiani va a caccia di offerte e alimenti poco costosi, il 62,8% limita gli spostamenti in auto o moto per risparmiare sulla benzina: tra gennaio e settembre le immatricolazioni sono diminuite del 25% rispetto allo stesso periodo del 2011, mentre in due anni si sono vendute invece 3,5 milioni di biciclette. Gli italiani rinunciano poi a viaggi (42%), articoli di abbigliamento o calzature (circa 40%), pranzi e cene fuori casa (38%). Per «sopravvivere alla crisi» si vende anche l’oro: negli ultimi due anni 2,5 milioni di famiglie hanno venduto oro e altri oggetti preziosi; 2,7 milioni di italiani coltivano invece ortaggi da consumare ogni giorno.

Aumenta chi cerca lavoro, allarme giovani – «Tra il primo semestre 2011 e lo stesso periodo 2012 il numero delle persone in cerca di lavoro è aumentato di oltre 700 mila unità: +34% in un anno». Nel 2012 il numero degli occupati »ha registrato una flessione dello 0,3%« e »sono stati bruciati 240 mila posti di lavoro destinati ai giovani. In controtendenza invece l’occupazione femminile, con 110 mila nuovi posti tra il 2010 e il 2011 (+1,2%) e con un saldo di +118 mila unità nel primo semestre 2012.

Aumentano iscritti a istituti tecnici – Come anche ai professionali (nel complesso +1,9), mentre diminuiscono le immatricolazioni all’università (-6,3% tra il 2007/08 e il 2010/11 e un’ulteriore contrazione del 3% nel 2011/2012). A causa della crisi «la laurea non costituisce più un valido scudo contro la disoccupazione giovanile» e «i giovani si indirizzano verso percorsi di inserimento lavorativo meno aleatori».

28 miliardi spesi per la Sanità – Per far fronte alla scarsità di cure domiciliari e integrazione socio-sanitaria, necessarie per sostenere l’aumento dei malati gravi e cronici, nel 2011 le famiglie hanno tirato fuori di tasca loro, per acquistare beni e servizi sanitari, 28 miliardi di euro, pari all’1,76% del Pil. In generale, il 71,2% degli italiani promuove però gli operatori sanitari, definendoli gentili e disponibili.

Aumentano i reati denunciati – Per la prima volta da quattro anni a questa parte: nel 2011 sono stati 2.763.012 a fronte dei 2.621.019 del 2010, con una crescita del 5,4% e un’incidenza di 45,4 reati ogni 1.000 abitanti. A crescere è soprattutto la microcriminalità.

Crollano i lettori di libri e quotidiani, boom di Internet – I lettori di quotidiani passano dal 67% di 5 anni fa al 45,5% di oggi, mentre prende sempre più piede internet: il 62,1% degli italiani (90,8% dei giovani) è un utente del web.

© Riproduzione Riservata

Commenti