Trivellazioni e opere petrolifere in aree interessate da faglie attive sismogenetiche costituiscono una minaccia sempre più preoccupante per la sicurezza ambientale

trivellazioni nell’area dei Campi Flegrei

Negli ultimi tempi si stanno diffondendo le attività petrolifere in aree interessate da faglie attive sismogenetiche che hanno causato e potranno originare eventi sismici, da georisorse rinnovabili di importanza strategica per l’assetto socio-economico di oggi e di domani quali le risorse idriche ed il suolo che consentono attività produttive agricole di pregio.

Deve essere chiaro che le leggi attuali e la compiacente e disattenta “azione” dei rappresentanti delle pubbliche istituzioni rendono, di fatto, incompatibili lo sfruttamento ad ogni costo degli idrocarburi (risorsa ricca sfruttabile in poco tempo e “potenzialmente corruttrice”) e la conservazione e valorizzazione delle altre georisorse (risorse di vitale importanza per le generazioni passate e future).

Le compagnie petrolifere sono tra “coloro che realmente comandano il mondo”: non hanno mai avuto contrasti insuperabili, in qualche modo li hanno superati! Non capiscono l’opposizione di una parte dei cittadini che sono preoccupati del potere che le pubbliche istituzioni concedono per effettuare attività nel sottosuolo: anche sulle faglie attive sismogenetiche. Cercano di convincere e ammorbidire! Ma non mollano! I petrolieri agiscono nel rispetto delle vigenti leggi.

Chi ha ragione? Tutti! I petrolieri agiscono nel rispetto delle leggi! I cittadini difendono la loro esistenza, le risorse del loro territorio, la possibilità di continuare a vivere sul territorio come nei millenni passati.

Chi sbaglia: gli eletti dai cittadini a livello nazionale e locale che sono molto più vicini al potere dei petrodollari che alla tutela e salvaguardia del territorio, della salute dei cittadini che li hanno votato. Ma il “potere” a costoro lo hanno dato i cittadini! Quindi sbagliano, prima di tutto, i cittadini!

Bene, vediamo di non sbagliare più. Poi si potrà discutere! Partendo dal fatto che tutti devono stare bene, che tutte le georisorse devono essere utilizzate e valorizzate in sicurezza e conservate anche per le generazioni di domani!

Attenzione a non commettere l’errore di pensare che il problema riguardi solo le popolazioni che vivono nei territori interessati dalle faglie attive.

Un nuovo sisma “stimolato” prematuramente, in qualche modo, determinerebbe guai seri lungo una ampia fascia compresa tra il Mar Tirreno e i mari Ionio e Adriatico abitata da centinaia di migliaia di cittadini!

E ora? Le attività petrolifere nelle aree interessate da faglie attive che hanno causato sismi e che possono generare nuovi terremoti devono essere sospese in attesa di avere un quadro conoscitivo dettagliato del sottosuolo con l’ubicazione esatta delle faglie attive, con la ricostruzione esatta della loro geometria, con la valutazione esatta della “energia tettonica” accumulata nel sottosuolo.

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