Comune di Taormina si oppone alla sentenza di primo grado che ha negato lo sfratto dell’ex Azienda Soggiorno e Turismo per morosità sul canone di affitto. C’è una convenzione che avrebbe consentito “fruizione gratuita”

Palazzo Corvaja

Il Comune di Taormina ricorre presso la Corte di Appello di Messina per opporsi alla sentenza del primo grado di giudizio che ha dato esito negativo sull’azione che era stata intentata dalla casa municipale per ottenere lo sfratto dell’Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo (adesso Servizio Turistico Regionale) da Palazzo Corvaja.

L’azione legale, com’è noto, è stata a suo tempo intrapreso dai vertici di Palazzo dei Giurati per le morosità accumulate dall’ente turistico regionale nel pagamento del canone dovuto al Comune. Ora si procederà in opposizione alla sentenza 70/2012 del Tribunale.

Il legale incaricato – come si legge nella relativa determina sindacale – ha rilevato che la sentenza con la quale è stata recentemente rigettata l’istanza del Comune “debba essere impugnata, considerato che il giudice di Prime cure ha ritenuto valida una “convenzione” stipulata nel 2001 dall’allora sindaco del Comune di Taormina, che avrebbe permesso la “… fruizione gratuita dei locali …” all’Azienda Autonoma di Soggiorno”.

Dunque, la contesa andrà avanti e Palazzo dei Giurati punta a ribaltare la situazione o perlomeno ci proverà. L’obiettivo è d’altronde quello di recuperare somme che non soltanto spetterebbero al Comune di Taormina ma che, in sostanza, sarebbero quanto mai preziose per dare ossigeno alla condizione asfittica in cui versano le casse dell’ente locale.

Il rientro delle somme spettanti su alcuni immobili, unitamente all’intenzione di mettere a regime altri siti di proprietà del Comune per affittarli, rappresenta un passaggio di rilievo nell’ottica delle strategie finalizzate a riequilibrare la situazione finanziaria del municipio.

In questo caso la vicenda sembra destinata a prolungarsi ancora nei prossimi mesi all’insegna dell’incertezza e bisognerà attendere il giudizio di secondo grado in Corte di Appello. Non sarebbe nemmeno da escludere che la battaglia legale tra Comune ed ex Azienda Autonoma di Soggiorno e Turismo possa approdare sino poi alla Cassazione.

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