Il creatore del famoso antivirus fermato per ingresso illegale in Guatemala. E’ ricercato dalle autorità del Belize, dove risiede, per essere interrogato sull’omicidio di un suo vicino di casa. Ha avuto un attacco di cuore

John McAfee

John McAfee, il re degli antivirus ricercato in Belize in relazione all’omicidio di un suo vicino di casa, è stato arrestato in Guatemala per essere entrato illegalmente nel Paese.

Condotto in un residence dagli agenti dell’immigrazione – come riporta il Corriere della Sera – avrebbe avuto un malore (convulsioni, ha detto il suo legale, un attacco di cuore secondo altre fonti) ed è stato condotto in ambulanza all’ospedale.

Poche ore prima il governo aveva comunicato la volontà di rispedirlo in Belize: “Come cittadino Usa avrebbe potuto entrare nel Paese senza aver bisogno del visto, ma l’ha fatto in modo illegale e quindi il dipartimento emigrazione ha il diritto di espellerlo”, ha precisato il ministro degli Esteri Caballeros specificando che le autorità del Belize hanno inviato una nota al Guatemala in cui sottolineano che vogliono interrogarlo in merito all’omicidio del suo vicino, lo statunitense Gregory Faull, pur se, ha affermato, “in essa non vi è alcuna accusa contro di lui”.

L’imprenditore, tra i primi a costruire una fortuna su internet, era stato portato in un residence appartenente al dipartimento dell’Immigrazione, sorvegliato da un piccolo gruppo di agenti. Tra Guatemala e Belize non c’è un trattato di estradizione e su McAfee non pende un mandato di arresto internazionale. Ma il presidente Otto Perez è stato categorico
nel suo no alla domanda d’asilo.

Prima che il ministro dell’Interno guatemalteco Mauricio Lopez Bonilla desse la notizia del suo arresto, il guro dei software antivirus aveva annunciato di aver chiesto l’asilo politico in Guatemala, dopo aver attraversato illegalmente la frontiera dal Belize. In una conferenza stampa davanti al ministero degli Esteri guatemalteco McAfee, 67 anni, aveva detto di aver presentato una richiesta formale di asilo in quanto vittima di una persecuzione da parte delle autorità del Belize. “Voglio essere chiaro – aveva affermato – questo si deve alla persecuzione, non all’omicidio” di Gregory Viant Faull, trovato morto lo scorso 11 novembre.

Le autorità del Belize hanno chiarito che non esiste alcun mandato di cattura contro McAfee, che dunque poteva viaggiare in Guatemala senza problemi. Telesforo Guerra, l’avvocato locale che ha accettato ieri di rappresentare il programmatore americano ha detto che “da una parte dicono che non è considerato un sospetto, ma dall’altra cercano di catturarlo”.

In una intervista telefonica all’Abc, il genio dell’antivirus ha detto che temeva anche per Sam Venegas, la sua fidanzata ventenne, raccontando che “15 soldati armati sono venuti e hanno sequestrato la mia domestica, minacciato di torturare il padre di Sam e sono andati via con mezzo milione di dollari di roba mia: dicono che non ce l’hanno con me ma ci sono state otto perquisizioni a casa mia”. McAfee ha anche detto di temere che le autorità del Belize vogliano ucciderlo, accusa cui il primo ministro del Paese centro-americano ha risposto definendolo un paranoico.

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