Il consigliere regionale “sfiduciato” dal leader fa il pieno di consensi alla verifica degli eletti di M5S in Emilia Romagna. E poi lancia le candidature al Parlamento

Giovanni Favia

Il “guru” Beppe Grillo forse farebbe bene a partecipare a un’assemblea del suo Movimento a Bologna perché potrebbe rendersi conto che la sua creatura politica è diventata estremamente autonoma.

Si renderebbe conto, in particolare, che il consigliere regionale Giovanni Favia, da lui sfiduciato, gode invece ancora di un’ottima salute politica all’interno del movimento. Ieri non solo ha passato senza problemi l’ennesima verifica con gli iscritti a Bologna, circa 300 persone, riunite alla Sala congressi di Sette Gold, ma si è preso anche la soddisfazione di presentare uno per uno tutti i candidati del movimento Cinque Stelle al Parlamento. E poi ha sfidato direttamente il leader dando la parola agli esclusi dalle liste (presumibilmente perché non graditi dai vertici).

Alla fine sono solo due a prendere la parola ma il segnale è fortissimo per un movimento che ha sete di democrazia interna. Parla Alessandro Coppone, che per Favia era il favorito per entrare nelle liste. E poi prende la parola Lorenzo Andraghetti, 25 anni: «Mi hanno escluso senza un motivo, immagino che mi daranno delle spiegazioni. Sono contento per voi, mi prendo la scena per 30 secondi toccherà a voi per i prossimi 5 anni. Ringrazio tutti quelli che mi avrebbero votato, adesso votate per loro». Poi si commuove e giù applausi. I nemici interni di Favia esistono eccome, basta frequentare la rete ma evidentemente non frequentano le assemblee.

Al centro congressi non c’è per esempio il grande avversario di Favia, il capogruppo dei grillini in Comune, Massimo Bugani. Arriva invece anche se più tardi la consigliera comunale Federica Salsi, la consigliera comunale scomunicata dal leader e tornata sotto i riflettori per le minacce ricevute. Momento importante è la presentazione dei candidati al Parlamento che potranno essere votati alle parlamentarie volute da Grillo. «Siamo molto vicini ad entrare in Parlamento», li introduce Favia. E poi la parola passa a chi è a poche ore da un’occasione colossale.

A Giorgio Peretti, operaio, che non avrebbe mai creduto un giorno di poter andare in Parlamento; ad Andrea Cavassi, 48 anni, dall’inizio nei meetup e due volte candidato e non eletto in Comune; a Dario Bisi, che si è avvicinato grazie alla moglie che lavorava nella federazione dei Ds e tutte le sere gli raccontava cose che non gli piacevano. Poi il microfono tocca a Mara Mucci, ragazza in dolce attesa a cui non è stato rinnovato il contratto, a Pierluigi Monari, 56 anni che ce l’ha con gli individualisti e che cita Martin Luther King e ad Adele Gambero, nei meetup dal 2009. Seguono Elisa Bulgarelli, che è emozionata e che dice di avere il cervello spento, e Giulia Sarti, riminese trapiantata a Bologna. È il turno di Matteo Dell’Osso, che racconta la sua battaglia contro la sclerosi multipla, ingegnere e che a giudicare dagli applausi ha già un piede in Parlamento.

E ancora si presentano Renato Padoan, grillino della prima ora che viene da Chioggia, Michela Montevecchi, Giorgio Muccio, Aldo Curatella, Matteo Viscardi e Roberto Pelosi.

C’è ancora il tempo per Roberta Miti, per Fabrizio Parmeggiani e per Paolo Bernini, studente, ambientalista, vegano e sbattezzato che vuole tornare alla lira e che si prende pure gli applausi della sala. Favia li osserva e sorride e guarda con una certa tranquillità al voto su di lui che si completa nella notte.

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