Mozione all’unanimità contro Passalacqua: “non ha più la fiducia, faccia solo ordinaria amministrazione sino alle elezioni”. Replica: “vado avanti e non parteciperò più ai lavori consiliari. Ho sfidato tutti i poteri forti”

l’intervento del sindaco Passalacqua

“I consiglieri invitano il sindaco a porre fine all’esperienza amministrativa intrapresa nel 2008, limitandosi da qui in avanti a porre in essere esclusivamente atti di ordinaria amministrazione, provvedendo a revocare ogni incarico fiduciario”. E’ la richiesta formulata in una mozione di censura approvata nelle scorse ore all’unanimità dal Consiglio comunale nei confronti del primo cittadino Mauro Passalacqua e della Giunta.

L’atto di sostanziale “sfiducia politica” è stato votato all’unanimità dai 14 consiglieri, sia di maggioranza che opposizione, presenti in aula: ma il sindaco ha respinto i contenuti della censura, dichiarando che andrà avanti. Niente dimissioni e niente “ordinaria amministrazione”.

“Il sindaco – si legge nella mozione – ormai da tempo non gode più della maggioranza in Consiglio, a seguito delle dichiarazioni ufficiali di alcuni consiglieri che hanno preso le distanze dall’ Amministrazione. Pertanto si è determinata una situazione di ingovernabilità, anche riguardo ad atti fondamentali della vita politico-amministrativa, come, per esempio, di recente, l’approvazione del bilancio e degli atti propedeutici. Una lunga serie di atti, con la mancata risposta ad atti ispettivi dei consiglieri, rifiuto di un reale confronto sui temi importanti della vita cittadina, disattenzione rispetto a indirizzi e proposte avanzate dal Consiglio, ha generato una insanabile incompatibilità tra i due organi. Il disagio evidente ha generato nella cittadinanza un clima di sfiducia, se non di rifiuto dell’operato della Amministrazione, inadempiente dal punto di vista programmatico, inosservante dei principi di buona e corretta gestione amministrativa, distratta su diverse allarmanti criticità quali ad esempio: i rapporti con le partecipate, la gestione del patrimonio”.

“Sono stati avanzati in questi 4 anni e mezzo – continua la mozione – reiterati inviti da parte del Consiglio, affinché si creasse un rapporto più efficace e produttivo tra Consiglio ed esecutivo, con l’obiettivo di risolvere i problemi della nostra comunità e di governare superando conflitti e divisioni. Tuttavia le relazioni sono ulteriormente peggiorate, come dimostrano i recenti provvedimenti adottati in Consiglio. Questo metodo di lavoro non può ulteriormente protrarsi, se non a danno della cittadinanza tutta. Il Consiglio Comunale, nell’ambito delle proprie funzioni di indirizzo politico-amministrativo e di controllo, ha il dovere di fare una seria valutazione sulla possibilità di porre fine, prima del tempo, ad una Amministrazione che non gode più del consenso del Consiglio e della cittadinanza”.

Queste le premesse della censura “finalizzata a sancire in via definitiva l’interruzione del rapporto fiduciario tra Consiglio ed Organo Esecutivo”. “In quest’ottica – conclude la mozione – consapevoli del drammatico frangente che sta attraversando la città, ma anche delle implicazioni connesse all’eventuale commissariamento del Comune e fortemente  convinti della doverosa necessità di continuare ad esercitare ogni controllo politico – amministrativo sugli atti che verranno adottati da qui al termine della legislatura, si invita il sindaco a porre fine all’esperienza amministrativa intrapresa nell’anno 2008, limitandosi da qui in avanti a porre in essere esclusivamente atti di ordinaria amministrazione, provvedendo a revocare ogni incarico fiduciario”.

“Non accetto questa mozione di censura – ha detto Passalacqua nel suo intervento – votata da consiglieri che in questi anni hanno pensato solo ai loro problemi personali. Da quando sono sindaco ho visto solo l’assalto quotidiano alla mia stanza di chi voleva prebende e richieste possibili e impossibili. Su Taormina c’era un sistema atto unicamente a fare di questa città una tavola apparecchiata, dove ognuno potesse prendere una fetta e andare via. Mi definiscono il vertice della piramide, il male assoluto, colpevole di tutto e di aver fatto scelte controcorrente ma qui c’è solo gente che vive la politica per comandare. Assisto da quattro anni a tentativi osceni di delegittimare la mia persona, con lettere delatorie inviate ovunque da anonimi: io a questa politica non ci sto. Per me la politica è servizio verso la città, portare avanti le proprie idee e non i bisogni personali. Abbiamo vinto le elezioni ma poi tutto si è dissolto come neve al sole, per colpa di persone che ambivano a qualcosa. Mi sono messo contro i poteri forti per salvare questa città e l’ho salvata dal dissesto facendo cose importanti. Lo squasso che abbiamo fatto con questa Giunta ha colpito qualcuno. Prendo atto della mozione ma non mi atterrò alla ordinaria amministrazione. Da questo momento non prenderò più parte alle sedute di Consiglio comunale. Ci siamo detti tutto. E’ la conclusione di una esperienza politica che mi ha dato comunque molto e che si è chiusa un anno fa, il giorno del 17-3 sulla questione Asm. Non mi dimetto, vado avanti a concludere questa legislatura, a testa alta e con una serenità che mai ho avuto. Le verità ce le diremo in campagna elettorale e sarà la gente a valutare chi ha fatto bene e chi ha fatto male”.

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