Cdm vara il decreto legge: la durata minima è di sei anni. Il provvedimento esitato dal governo riguarda i condannati in via definitiva a pene superiori ai due

Consiglio dei Ministri

Il Cdm ha dato via libera al decreto legislativo sull’incandidabilità dei condannati in via definitiva a pene superiori ai due anni.

Nessuna lista arbitraria di reati. E’ incandidabile a cariche elettive e di governo, prevede il decreto “Liste pulite”, chi ha commesso reati per cui è previsto il carcere. Si tratta di fattispecie «individuate sulla base di un indicatore oggettivo, predeterminato, senza operare alcuna selezione nell’ambito di una lista di reati che potrebbe apparire arbitraria».

Incandidabilità per almeno sei anni. L’incandidabilità al Parlamento o a cariche di Governo ha effetto per un periodo corrispondente al doppio della durata della pena accessoria dell’interdizione temporanea dai pubblici uffici. Anche in assenza della pena accessoria, l’incandidabilità non è inferiore a sei anni.

Il Cdm. Il decreto legislativo sull’incandidabilità, fa sapere il Consiglio dei ministri, «crea le condizioni per un sistema trasparente di rappresentanza in Parlamento» e mira così «a restituire ai cittadini la necessaria fiducia nei confronti dei candidati alle elezioni politiche europee, nazionali e locali, e delle istituzioni che rappresentano».

Monti. Sia la legge anticorruzione, sia la legge sull’incandidabilità «preesistono alla formazione di questo governo, che peraltro è ben consapevole della rilevanza della materia per un’economia moderna e una politica trasparente, e ha con determinazione e costante dialogo con le forze politiche lavorato su questi temi», ha spiegato Mario Monti dopo il Cdm.

Patroni Griffi. Il governo ha emanato il decreto legislativo sull’incandidabilità in modo che le norme siano valide «in tempo utile per le prossime elezioni politiche», ha spiegato il ministro Filippo Patroni Griffi ricordando che nelle Camere era stato votato un ordine del giorno che impegnava il governo «a esercitare la delega, prevista dalla legge anti-corruzione, in tempo utile per elezioni politiche».

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