“No alla vendita dei Salesiani e no alla chiusura dell’Oratorio”. E’ una coro unanime a Taormina dopo l’annuncio della messa in vendita delle strutture che rappresentano la storica casa salesiana, attiva a Taormina da 101 anni. Amarezza e rabbia ma anche voglia di esprimere un sussulto di orgoglio animano in queste ore un paese che prova a fare fronte comune a difesa di un’istituzione che da sempre è punto di riferimento per i giovani. Al momento sarebbero destinati a finire in mano a privati due unità tra loro collegate, ovvero un’antica villa nobiliare (dove risiedono i padri salesiani) e i saloni per conferenze e laboratori, compreso anche il cineteatro “San Giorgio”.

L’annuncio di vendita, disposto secondo modalità di trattativa riservata, comprende insomma beni per un valore non inferiore ai 10 milioni. Inizialmente si era pensato che la vendita taorminese fosse legata al deficit da circa 120 milioni che avrebbero ad oggi a livello nazionale i Salesiani ed il conseguente piano di dismissioni. Si è però appurato che non c’è alcun legame con la discussa vicenda giudiziaria relativa all’eredità di Alessandro Gerini, il “marchese di Dio”, il cui patrimonio venne lasciato alla “Fondazione” che porta il suo nome, un ente ecclesiastico controllato dall’ordine religioso fondato da don Giovanni Bosco. E questa notizia rende la vicenda di Taormina ancora più in giallo. Il timore ed il sospetto di tanti è che all’orizzonte ci sia qualche privato pronto a rilevare l’intero complesso con una clamorosa operazione immobiliare che porterebbe alla realizzazione di una struttura ricettiva o appartamenti in pieno centro storico.

“Al momento non mi sento nelle condizioni di rilasciare dichiarazioni. L’amarezza è tanta e posso solo dire che noi non sapevamo nulla della vendita”, si è limitato a dire il direttore don Enzo Biuso, che ha appreso la notizia dall’annuncio dato da una società immobiliare a mezzo stampa. Domenica anche durante la Santa Messa ci sono stati momenti di particolare commozione quando è stata data in Chiesa la notizia: i sacerdoti salesiani che operano a Taormina sono parsi molto provati da quanto sta avvenendo. Il Comune ora valuta l’opportunità di porre un vincolo sulla destinazione dei beni in oggetto. “E’ una vicenda incredibile, per molti versi kafkiana – afferma il sindaco Mauro Passalacqua – . Certe notizie non si possono apprendere dai giornali mentre i canali istituzionali non danno alcuna comunicazione preventivamente. Si continua a ritenere che noi siamo ospiti in casa nostra e che a Taormina si possa fare tutto quel che si vuole senza nemmeno informarci o interpellarci. I Salesiani sono fondamentali per la nostra città e faremo tutto il possibile per salvarli e scongiurare la vendita. Contatterò intanto la casa salesiana madre per capire cosa sta succedendo. Cercheremo di muoverci come abbiamo fatto a suo tempo con il vecchio ospedale quando fu ribadita la destinazione d’uso per fini sociali”.

“Ci siamo già consultati con il sindaco – dichiara il presidente del Consiglio, Eugenio Raneri – ed il Consiglio e la Giunta intendono salvaguardare una istituzione presente da oltre 100 anni a Taormina, che ha cresciuto intere generazioni. I Salesiani sono un punto di riferimento sociale, culturale ed etico per i giovani. Non a caso, nel corso degli anni sono state fatte ristrutturazioni finalizzate a migliorare l’accoglienza dei locali dell’Oratorio. Proprio lo scorso anno è stato dato ai Salesiani il Premio Città di Taormina, come giusto riconoscimento al merito dell’importante opera che da un secolo svolgono i sacerdoti di questo Oratorio nel nostro paese. Non si capisce e non si può accettare in alcun modo una decisione che passa sopra la testa della città. Il Comune di Taormina e i cittadini sono pronti adesso ad intraprendere tutte le azioni previste dalle leggi vigenti per tutelare un bene ed un patrimonio che appartiene alla collettività non può essere collocato sul mercato per fini speculativi”.

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