Monti: “basta rinvii, l’Europa adesso ha bisogno di soluzioni concrete”. Protesta del movimento No-Tav

scontri fra Polizia e No-Tav

Italia e Francia hanno firmato al vertice di Lione una dichiarazione congiunta in cui si conferma la realizzazione della linead ad alta velocità Torino-Lione «nelletempistiche previste». Mel corso del vertice non sono mancati momenti di tensione tra alcuni manifestanti francesi e italiani e le forze dell’ordine. I lavori, secondo le previsioni, dovrebbero partire nel 2014 e l’opera ha uncosto stimato di 8,5 miliardi, al 40% coperti dall’Unione europea. «L’Europa non ha bisogno di rinvii, ha bisogno di decisioni concrete», ha detto il premier Mario Monti.

«Siamo entrambi convinti» che per la crescita la «disciplina di bilancio» sia una condizione necessaria ma «al tempo stesso non sufficiente: servono iniziative concrete, come quella confermata oggi, con la volontà politica comune, del collegamento grande velocità Torino-Lione», ha continuato Monti nella conferenza stampa con Francois Hollande al termine del vertice italo francese.

La dichiarazione congiunta conferma la realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione «nelle tempistiche previste». L’impegno che conferma la realizzazione del contestato progetto – i cui lavori dovrebbero cominciare all’inizio del 2014 – è contenuto in una dichiarazione congiunta firmata dai ministri per lo Sviluppo economico, Corrado Passera, e dei Trasporti francese, Frederic Cuviller.

La firma è avvenuta al vertice bilaterale fra i due paesi a cui partecipano il premier e il presidente francese assieme ai ministri degli Esteri Giulio Terzi, dell’Interno Annamaria Cancellieri, dell’Istruzione, Francesco Profumo, e il vice ministro delle Infrastrutture Mario Ciaccia.

«Fra Italia e Francia c’è una grande convergenza sui temi europei. E fra questi il collegamento Tav Torino-Lione, una grande infrastruttura europea»: lo ha detto ancora Hollande. «Siamo molto uniti e anche convergenti per una politica unita: per questo abbiamo sottoscritto il progetto Torino-Lione, che è importante per entrambi i nostri Paesi», ha aggiunto il presidente francese, sottolineando che nell’ambito dell’accordo sull’alta velocità Torino-Lione è stato confermato il contributo della Commissione Ue «a livello del 50% nel periodo di studio, e si tratta un ammontare acquisito. Per la fase successiva, il contributo Ue sarà del 40% sui lavori, stimati nel 2010 a 8,5 miliardi di euro». «Molto, però – ha aggiunto Hollande – dipenderà dal bilancio europeo».

Una scelta non casuale quella di Lione, visto che uno dei temi centrali del vertice è proprio la Tav. E mentre Monti e Hollande parlavano del progetto, a un chilometro dalla Prefettura du Rhone, sede del vertice, i comitati No-Tav manifestavano per chiederne il blocco. Imponenti le misure di sicurezza: la circolazione delle auto è vietata e alcune stazioni della metropolitana sono state chiuse.

La contestazione. Proprio durante la conferenza stampa finale del vertice Italia-Francia nella prefettura di Lione la manifestazione anti-Tav si è infiammata. Circa 300 dimostranti francesi – sotto la neve e al gelo -riuniti davanti alla vecchia stazione delle Brotteaux, a un paio di chilometri dalla prefettura dove era in corso il vertice, sono quasi venuti a contatto con i gendarmi e la polizia in tenuta antisommossa. A loro si sono aggiunti circa 600 italiani arrivati con 12 pullman dalla Val di Susa. Tutta la zona è blindata, l’intero piazzale dove si trovano i manifestanti è transennato e isolato dal resto della città da reticolati.

I manifestanti si sono spinti fino alle reti e hanno cominciato a battere con i pugni sui reticolati, mentre altri lanciavano fumogeni. La polizia ha reagito usando spray urticante sui manifestanti ma dopo pochi minuti tutto è rientrato nella calma. In questo momento i no Tav sono riuniti in assemblea per decidere il seguito di questa giornata di proteste, mentre il vertice Italia-Francia in prefettura si è concluso.

In serata nuovi momenti di tensione in piazza des Brotteaux, davanti alla vecchia stazione di Lione. Alcuni pullman italiani, dove sono risaliti i manifestanti, non riescono a lasciare la piazza. Gli italiani – 600 sbarcati da 12 pullman – hanno raggiunto i francesi, circa la metà di loro, accolti da applausi. Ma sono arrivati in forte ritardo per i prolungati controlli, prima alla frontiera del Frejus, poi ad un casello autostradale prima di Lione. Dopo qualche tafferuglio iniziale, i manifestanti sono stati circondati dai blindati della polizia e da camion con estintori. Adesso «non ci lasciano uscire – dice un manifestante all’Ansa – Siamo risaliti sui pullman ma la polizia ci tiene nella piazza come prigionieri».

Cariche della polizia. Soltanto tre pullman in effetti sono riusciti ad uscire, mentre la polizia sta caricando in questo momento i francesi, che sono circondati e bloccati nella stessa piazza, ma sono a piedi. Un manifestante ha riferito che è stato sparato un lacrimogeno anche in uno dei bus italiani e che, costretti ad uscire, i manifestanti sono stati caricati dagli agenti. La polizia, dopo aver effettuato diverse cariche, ha perquisito i pullman italiani per verificare che non ci siano francesi a bordo che cercano di lasciare la piazza incontrollati. Su ogni pullman italiano sono saliti due o tre agenti francesi in assetto antisommossa per verifiche, con il risultato che i mezzi sono stati costretti a sostare fino a sera inoltrata. Il deflusso è cominciato soltanto poco prima delle otto. La polizia sta scortando i pullman a un punto di ritrovo sull’autostrada a una decina di chilometri da Lione, in attesa di lasciarli ripartire per l’Italia.

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