Il film di Paolo Bianchini “Il sole dentro”, un lavoro di grande valore civile: è l’appello dei popoli africani all’Europa nelle vicissitudini simboliche di  bambini

“Il sole dentro”

Il film “Il sole dentro” di Paolo Bianchini è un toccante appello dei popoli africani all’Europa dei governi e della gente, rappresentato dalle vicissitudini intrecciate di 4 bambini che, con folle e coraggiosa ingenuità, sfidano distanze, differenze e difficoltà di due Continenti geograficamente vicini, ma molto lontani per sensibilità, solidarietà, accoglienza, risorse di vita e di istruzione,livelli di sofferenza e di sfruttamento.

In questi giorni, in alcune sale italiane si proietta il film di Paolo Bianchini “Il sole dentro”, un lavoro di grande valore civile e di grande impegno, molto originale, che va visto e divulgato in ogni ambito.

Paolo Bianchini è un regista e sceneggiatore socialmente impegnato, in particolare sulle problematiche dell’infanzia e dell’immigrazione, quale ambasciatore dell’Unicef dal 2002. Ha lavorato come aiuto-regista con i più importanti registi italiani, quali Zampa, Monicelli, Comencini, De Sica, Leone.

I suoi film originali e stimolanti, per i quali impiega attori non professionisti, hanno ricevuto importanti riconoscimenti internazionali e premi di prestigio.

Ho avuto modo di vedere il suo ultimo film “Il sole dentro”e di parlare con il regista : un lavoro che mi ha impressionato, umanamente e culturalmente, per la vicenda che viene rappresentata, per il modo equilibrato e delicato con il quale viene raccontata, per gli spunti culturali ed i valori che esprime, per i dialoghi e le musiche, per la sensibilità umana che esprime, per l’impegno produttivo profuso con coraggio, in Italia e in Africa, investendo risorse personali del regista.

Le sequenze del film si svolgono negli stessi luoghi nei quali le vicende reali si sono sviluppate. Siti africani ed italiani, interni di aereo, villaggi e deserti africani, reali o ricostruiti con amore e con professionalità.

I protagonisti del film sono 4 bambini, due coppie di amici , le cui vicende umane si intrecciano lungo un viaggio avventuroso che interessa due Continenti, l’Africa e l’Italia.

I primi due, Jaguine e Fodè africani della Guinea, si introducono abusivamente nel vano-carrello di un aereo della Sabena diretto a Bruxelles : vogliono consegnare ai rappresentanti del Parlamento europeo una loro lettera-appello a nome di tutti i bambini africani. Chiedono,con deferenza e dignità, che l’Europa porti aiuto al Continente africano in drammatica difficoltà, non solo per le malattie e la mancanza di cibo, ma per problemi elementari di istruzione e di cultura che affliggono i bambini africani.

I due amici studiano in gruppo, all’aperto di sera e di notte, alla luce dei lampioni dell’aeroporto di Conakry, unico sito illuminato di una baraccopoli che è la città con 4-6 ml di abitanti, non censiti.

I due bambini pensano, ingenuamente, di poter realizzare la loro impresa, ma il freddo intensissimo che si sviluppa nel vano-carrello dell’aereo, li uccide in poche ore. Muoiono abbracciati nel tentativo di scaldarsi.

I loro corpi saranno ritrovati in ritardo. Copia della loro lettera, letta nel film dall’attrice Finocchiaro, sarà recuperata dal regista nella casa in cui vive uno dei due bambini.

La vicenda descrive ciò che avvenne realmente nel 1999 e che fu ripreso, sia pure in modo fugace e superficiale, dai nostri mass-media. Non ricordo se si fece mai cenno alla lettera-appello e ai suoi contenuti.

Gli altri due bambini Tabo (africano) e Rocco (italiano) si conoscono e diventano amici inseparabili, per un losco traffico di bambini, irretiti in Italia da trafficanti senza scrupoli con il “miraggio”, anche falso, del gioco del calcio. Le famiglie africane di questi bambini pagano nella speranza di dar loro una vita migliore.

E’ un cinico inganno. Tabo viene abbandonato, con un trucco, in un’area di servizio italiana : vaga senza meta e senza soldi, ricevendo aiuto e solidarietà da quelli che incontra, fino all’amico Rocco.

Un esempio emblematico del traffico reale di bambini africani, irretiti dal fascino dell’ Europa opulenta, e non solo per il gioco del calcio, e poi abbandonati.

Rocco lo porta da suo zio, sperando nella sua ospitalità : ma lo zio lo pesta senza pietà. I due fuggono, nella fuga Rocco viene investito e ferito. Ora la loro meta diventa il villaggio africano di Tabo. Inizia un viaggio avventuroso (e folle), ma determinato, dei due che, dall’Italia arrivano in Africa, attraversando a piedi il deserto e trovando aiuti e rifugi casuali. Qui la solidarietà umana dell’Africa si contrappone all’egoismo e al cinismo dominante in Italia (Paese ricco!).

I due bambini, nel deserto africano, assistono non visti, ad una rapina a mano armata di para-militari (mercenari in divisa) ai danni di camion di civili, spogliati di tutto e ridotti a piedi. Un evento abbastanza frequente ed impunito, che ha anche la copertura di governi compiacenti.

Alla fine, raggiungono il villaggio di Tabo, dove vengono accolti dalla famiglia e da cooperanti italiani.

La loro vita cambia e diventa gioiosa e serena, anche se povera. Ma Rocco deve superare, con l’aiuto dei cooperanti, un ultimo ostacolo “burocratico”: lo zio violento italiano lo reclama in Italia, come tutore.

Un Paese che non si è mai occupato di lui, ora pretende di condizionarne la vita e le scelte. Ma per sua fortuna lo zio violento viene condannato e Rocco può rimanere in Africa.. ma tingendosi di nero!.

Penso che questa breve descrizione dei contenuti del film, possa stimolarne la visione, e far riflettere sui tanti spunti, umani, sociali, culturali e politici che il film offre.

In tempi di degrado morale e culturale, di ipocrisie e di corruzione , di monopolio asfissiante di prodotti commerciali e propagandistici di infimo livello, un film come questo restituisce speranza e dignità a valori umani ed universali che si vanno perdendo.

Il film, per il suo valore politico ed istituzionale ,è stato presentato alla Camera dei deputati e Gianfranco Fini ne ha dato una lettura convincente.

Penso che esso troverà consenso e diffusione tra tutte le persone semplici, sensibili ed evolute.

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