“Aspetto solo la Digos”: è irremovibile il direttore del Giornale, condannato per diffamazione. Per adesso il giudice ha dato ok alla detenzione a casa Santanchè

Alessandro Sallusti

Alessandro Sallusti è irremovobile: “aspetto che la Digos venga a prendermi”. Il direttore del Giornale rifiuta gli arresti domiciliari dopo il via libera del giudice di sorveglianza di Milano, Guido Brambilla, che ha accolto la richiesta della procura sulla possibilità di scontare la condanna di 14 mesi per diffamazione a casa Santanchè.

“Aspettiamo gli eventi, sto aspettando che la Digos mi venga a prendere”, ha detto Sallusti incontrando i lettori del quotidiano che gli hanno portato la loro solidarietà.

Il direttore ha spiegato di non aver ancora parlato con i redattori. “Ora faremo una riunione – ha spiegato – e intanto faccio il giornale. Non ho ancora in testa un titolo per domani ma scriverò lo stesso, anche se penso che mi verrà impedito”. A salutarlo è arrivato anche l’ex ministro della Difesa, Ignazio La Russa, e l’ex vicesindaco di Milano, Riccardo De Corato.

In precedenza, Sallusti ha detto: “Io non mi muovo di qui, non vado agli arresti domiciliari”, chiedendo al procuratore del capoluogo lombardo, Edmondo Bruti Liberati, di “prendersi la responsabilità di mandarmi in carcere” e di “applicare la pena che mi è stata erogata”. “Rifiuto la sentenza – ha affermato – ma, come cittadino italiano, ne prendo atto e chiedo di essere mandato in carcere”. Almeno per adesso, Sallusti non ha il permesso di lavoro, che potrà chiedere successivamente, e sul quale le toghe si dovranno comunque esprimere.

Il direttore del “Giornale” è stato condannato a 14 mesi per diffamazione per un articolo pubblicato su “Libero” ai tempi in cui era direttore. Una volta scaduta la sospensione dell’ordine di carcerazione, lo scorso lunedì il giornalista ha ricevuto l’ordine di arresto domiciliare, come comunicato da lui stesso su Twitter. Nel decreto il procuratore Bruti Liberati ha ricordato i tre presupposti previsti dalla norma svuota carceri: la condanna di 14 mesi è inferiore a 18 mesi, il condannato non è pericoloso socialmente e c’è un domicilio idoneo. Oggi il giudice di sorveglianza ha quindi accolto la richiesta della procura milanese, dando l’ok ai domiciliari. A questo punto Sallusti dovrebbe scontare la condanna a casa della sua compagna Daniela Santanchè.

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