La proposta governativa, sul modello tedesco, di tramutare il canone in una tassa obbligatoria di “contributo infrastrutturale” legato a residenze non scandalizzi nessuno: una giusta e legittima soluzione

canone Rai diventa obbligatorio

L’evasione del cosiddetto “canone RAI ”- in realtà tassa radiotelevisiva – ha raggiunto in Italia cifre da capogiro : il 41% medio, con punte dell’87% per le famiglie, del 96% per le imprese. Almeno 740 ml di euro all’anno (giugno 2011). La proposta governativa , sul modello tedesco, di tramutarlo in una imposta obbligatoria di “contributo infrastrutturale” legato alle residenze, è una giusta e legittima soluzione.

Sono decenni che giornali, radio e TV conducono una campagna falsa e strumentale contro quello che viene definito, falsamente, “canone RAI”. Si tratta invece di una tassa governativa legata ai costi delle infrastrutture radiotelevisive e all’uso delle relative frequenze di emissione da parte di tutti i gestori. Nessun servizio, pubblico o in concessione (privato), può essere poi erogato senza costi per il gestore e per l’utente.

Tanto meno il servizio radiotelevisivo, molto costoso e fruibile su apparati diversi : TV e radio (fissa o mobile), computers, smart phone , I-PAD, ecc. Tutti i servizi radiotelevisivi si finanziano con la pubblicità commerciale (scaricata sui prezzi di vendita prodotti e servizi), con canoni di pay-TV molto costosi (Sky e Mediaset), con la vendita di prodotti e servizi di vario tipo.

Le somme che il governo versa alla RAI – come parte di canone dovuto – sono, come abbiamo già scritto e documentato più volte, il corrispettivo derivante da vincoli e prestazioni imposti alla RAI e non ai gestori privati : limiti pubblicitari sganciati dalle quote di ascolto, prestazioni tecniche (per copertura e qualità) , programmistiche e gestionali (in qualità e quantità) , fissati per legge e inesistenti per i gestori privati.

Una politica che favorisce i monopolisti privati, non la RAI, che viene penalizzata tre volte: per il limite di pubblicità fissata a tavolino dal governo (alla faccia del mercato !), per la massiccia evasione del canone ricevuto (740 ml di euro/anno), per servizi resi allo Stato e non pagati. Stato ed industrie evadono massicciamente per i servizi radiotelevisivi che ricevono (96% per le industrie).

L’evasione media stimata è del 41%, con punte dell’87% (cifre ufficiali), ma forse è anche maggiore. Qualsiasi evasore fiscale sarebbe punito severamente per il danno apportato allo Stato e al servizio pubblico radiotelevisivo, ma non accade. L’evasione radiotelevisiva non tocca i monopolisti della PAY TV (con utenti registrati) e della pubblicità commerciale, che viene pagata “pronta cassa” e senza evasioni di sorta.Grazie alla lottizzazione partitica della RAI, questa azienda così pesantemente danneggiata, non spiega mai la scandalosa situazione descritta, che gli “addetti ai lavori” conoscono bene e nascondono.

A fronte di tale situazione, come già avviene in Germania e in altri Paesi, il governo Monti in deficit promette di emanare una legge- a mio avviso perfettamente costituzionale, giusta e necessaria– che colpisca gli evasori ultradecennali del canone di “servizio radiotelevisivo nazionale”. Lo farà ? Vedremo.

La misura è semplice e giustificata : tramutare il fasullo meccanismo di prelievo attuale in una imposta obbligatoria infrastrutturale legata alla residenza (uffici, industrie o abitazioni), dove i segnali radiotelevisivi sono fruibili . Le deroghe possono riguardare solo i casi accertati di non ricevibilità radiotelevisiva. Se un gestore rende disponibile, mediante la sua rete, luce o acqua alla mia residenza io pago una tariffa fissa, cui si aggiunge quella relativa ai miei consumi. Lo stesso deve valere per i servizi radiotelevisivi via etere: è legittimo , giusto e pienamente costituzionale. Radiotelevisione come servizio essenziale universale.

Il cosiddetto “canone RAI” (112 euro/anno) è anche il più basso in Europa : in Germania costa 215,76 euro/anno, per fruire di due canali TV (ARD e ZDF ) più un canale radio federale. La RAI fornisce più programmi e servizi che ogni altro gestore pubblico europeo, con il canone più basso.

I costi delle prestazioni richieste alla RAI (Convenzione, Contratto di servizio, ecc.) si conoscono: perciò l’azienda deve avere risorse complessive adeguate a tali richieste, quale che sia il modo di remunerarle. L’evasione non deve essere perseguibile dalla RAI, ma dallo Stato che dovrebbe risarcire la RAI per l’ammanco.

La canea condotta contro l’introduzione di questa proposta di legge non ha alcuna giustificazione, vuole solo continuare a proteggere gli evasori, mentre è sacrosanta per chi paga già il “canone RAI” : egli non ha alcun danno da questa misura di giustizia e può rivendicare migliori programmi dalla RAI.

L’argomento “non pago il canone RAI perchè non mi piacciono o non vedo i suoi programmi” è assolutamente fasulla, strumentale e inaccettabile. Chi ha mai dimostrato che i programmi RAI siano i peggiori ? E’ vero il contrario sulla base dei dati disponibili ( di ascolto e di gradimento). E’ mai possibile rifiutarsi di pagare il canone della luce, del gas o dell’acqua, perchè il gestore/fornitore non piace ? Oppure le tasse dovute allo Stato perchè “ esso non mi piace e non ne condivido la politica“?

Nemmeno regge la scusa che in RAI ci sono sprechi o privilegi di casta : questi possono riguardare i giornalisti o i dirigenti apicali , non i lavoratori in contratto collettivo , che invece lottano contro la mala gestione aziendale, dovuta essenzialmente alla lottizzazione governativa e partitica, vero cancro italiano.

Pagando tutti il canone radiotelevisivo si conquista e si rafforza il diritto e la lotta per avere programmi migliori senza sprechi o finte collaborazioni clientelari, e non solo in RAI, ma anche sul versante privato.

Infatti i monopolisti e i gestori privati sono “Concessionari esclusivi” di servizi di natura pubblica e collettiva , quindi sono tenuti a standard di qualità adeguati nell’offerta e nella gestione : invece tutti si comportano come se essi fossero padroni privati che impiegano loro capitali e fanno il loro comodo. Invece impiegano in esclusiva beni collettivi , anche limitati : le radiofrequenze, la pubblicità, i canoni di pay TV.

Il presupposto per rivendicare verso tutti i gestori programmi migliori e gestione corretta sta proprio nel pagamento del canone radiotelevisivo, altro che “incostituzionalità della norma”, come si va blaterando. La Corte costituzionale non può legittimare l’evasione dei furbi e dei disonesti, deve punirli.

Chi si oppone ad una legge anti-evasione, giusta e legittima, o non conosce il sistema radiotelevisivo (se in buona fede) o sta usando pretesti strumentali per continuare ad evadere e far evadere. Era Berlusconi – presidente del Consiglio- che incitava a non pagare il canone e a non dare pubblicità alla RAI.

Vi è infine qualcuno che, con sfacciataggine e ipocrisia , dice di non avere antenne o strumenti per ricevere programmi radiotelevisivi. Se è così ,deve fornire le prove e consentire che si facciano controlli sistematici, senza preavviso, presso la sua residenza. Gli ispettori non devono trovarvi nè antenne, nè radio, nè TV, nè PC (fissi o mobili), nè cellulari , nè altri apparati simili. In caso contrario, debbono applicare all’evasore multe salate , denunciandolo per falsa dichiarazione in atto pubblico.

In realtà molti degli evasori ricevono perfino la costosissima pay-Tv di Sky e di Mediaset .Quanti sono coloro che possono dimostrare e fare accertare “carenze totali “ di questo tipo ? Conviene farlo e rischiare per 112 euro/anno?

In realtà l’evasione radiotelevisiva, come dimostrano i dati riguarda i furbi, i potenti, le industrie, non i cittadini comuni. Costituisce una perdita consistente per lo Stato e per la RAI, ma anche un danno per i lavoratori RAI ed una grossa ingiustizia per i tanti cittadini-utenti che pagano il canone.

Chi vuole risparmiare, può farlo disdicendo i pesantissimi canoni di pay-tv (3-4 volte quello RAI). Ovviamente per le famiglie sicuramente povere si possono prevedere “esenzioni” ad hoc, come per ogni altro servizio.

Qualcuno, come in Germania, potrebbe eccepire la incostituzionalità della norma. A Berlino il governo ha avuto l’ OK da autorevoli costituzionalisti, che anzi hanno caldeggiato l’applicazione della riforma del canone radiotelevisivo :essa consentirà alla Merkel di aumentare gli attuali incassi di 8-10 miliardi di euro, stanando gli oltre 3 milioni gli evasori stimati (una quisquiglia per noi !). Perciò mobilitiamoci contro furbi ed ignoranti per conquistare giustizia e qualità dei servizi radiotelevisivi nostrani.

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