I lavoratori sempre più preoccupati ma altrettanto determinati ad opporsi alle politiche del governo che penalizzano e mortificano il futuro di un intero settore

la protesta dei lavoratori della scuola

Nell’Aula Magna dell’Istituto di patologia generale dell’Università di Roma “La Sapienza “, si sono riuniti in assemblea i lavoratori della scuola che esprimono grande preoccupazione, indignazione e forte dissenso nei confronti delle scelte politiche del Ministro Profumo e del Governo i quali rischiano una volta per tutte di colpire gravemente la scuola italiana.

Già penalizzata dalla moltitudine dei tagli, dall’innalzamento del rapporto alunni–insegnanti, dall’accorpamento degli istituti, dalla riduzione del Dirigente Scolastico (Preside), dei DGSA, dell’organico ATA, del Docente e dei numerosi interventi nei confronti delle categorie più deboli come gli inidonei.

I lavoratori denunciano: i tagli fatti da anni ormai, sia in termini di organici, sia di finanziamenti, sia di strutture; l’indiscriminato aumento dei requisiti per il pensionamento che impedisce di conseguenza di trovare nuovi posti di lavori, ciò comporta anche che avremo i lavoratori più anziani d’Europa; il blocco dei contratti da diversi anni, esclusivamente nel pubblico impiego, così come gli scatti di anzianità, tutto questo produce una notevole perdita del potere d’acquisto e porta ad avere nella scuola gli stipendi più bassi d’Europa; le incursioni legislative sui temi contrattuali.

Oggi siamo in presenza :del fallito tentativo di ”conciliazione” chiesto da OO.SS per il mancato avvio della trattativa sulle progressioni di anzianità; delle iniziali disposizioni presenti nel disegno di legge di stabilità varato dal Consiglio dei Ministri (9 ottobre) con misure che stravolgono unilateralmente con dubbia legittimità il contratto nazionale di lavoro, prefigurando un pesante aggravio dei carichi di lavoro del personale docente.

Per questo la scuola chiede, oltre alla naturale controparte Governo e Ministro, a tutte le forze politiche, particolarmente a coloro che compongono la maggioranza governativa: di emanare il disegno di legge di stabilità eliminando quindi ogni possibile incursione su tematiche oggetto del CCNL; sbloccare il riconoscimento di anzianità per l’anno 2011 con emanazione dell’atto di indirizzo all’ARAN; consentire anche ai pubblici dipendenti il recupero del potere d’acquisto delle retribuzioni; dare avvio alla soluzione di tutte le problematiche specifiche che affliggono la scuola e il suo personale; considerare “istruzione” e “formazione” come soggetti fondamentali su cui investire per lo sviluppo del futuro del nostro Paese e non i settori su cui operare tagli per il recupero di risorse; di bloccare l’iter parlamentare del disegno di legge ex Aprea n.953.

Invitano, tutto il personale scolastico a una totale mobilitazione fino a quando non sussistono elementi sicuri soprattutto su anzianità e rispetto del CCNL.

Chiedono a studenti, famiglie e opinione pubblica di non cadere nel gioco di “chi” vuol far credere e dare un’immagine distorta e falsa del “lavoro nella scuola pubblica italiana”.

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