Cinque ore di dibattito non sono bastate al Consiglio comunale per arrivare ad una votazione sull’atto contro il sindaco e la Giunta, e l’assemblea si spacca in due fazioni. Passalacqua: “non merito censura o sfiducia”

Mauro Passalacqua

Una settimana dopo la sfiducia dei 17 consiglieri, il Consiglio comunale si spacca sulla mozione al sindaco Mauro Passalacqua. In aula è arrivata, per l’esattezza, una “censura”.

Ad inizio seduta otto di quei 17 consiglieri hanno portato ieri sera in assemblea un ordine del giorno per sancire “l’interruzione definitiva del rapporto tra Giunta e Consiglio” ma senza quel “tutti a casa” che in caso di sfiducia al sindaco avrebbe portato alla nomina di un commissario con i poteri sia dell’Esecutivo che del Civico consesso.

La seduta di Civico consesso – protrattasi per 5 ore – è iniziata con oltre due ore di ritardo e dopo un lungo pomeriggio di consultazioni tra i consiglieri.

Un documento è stato portato in aula a firma di Salvo Cilona, Antonio Lo Monaco, Jonathan Sferra, Sergio Cavallaro, Piero Benigni, Antonio D’Aveni, Enzo Scibilia e condiviso anche da Tanino Carella. L’atto di “censura del sindaco” degli otto consiglieri non ha trovato d’accordo gli altri consiglieri di Pdl e Fli.

Il presidente Raneri ha auspicato una posizione unanime di tutti: “Le firme dei giorni scorsi le abbiamo messe tutti e ognuna di quelle firme di non è stata estorta a nessuno. Va scongiurato l’arrivo un commissario ma non perchè è stato approvato il bilancio il sindaco e la Giunta possono ancora continuare così. I cittadini vogliono che questa classe politica vada a casa”. “Ormai da tempo – affermano i firmatari dell’odg – questa Amministrazione non gode più di una maggioranza in Consiglio. Si è creata una situazione di ingovernabilità”.

“Il disagio ha generato un clima di sfiducia”, si legge nella nota che al primo cittadino e la squadra di governo ha contestato “inadempienza” e “inosservanza” dei “principi di buona Amministrazione”. “A più riprese il Consiglio ha chiesto un rapporto più costruttivo tra consiglieri e Giunta ma le relazioni sono peggiorate. Questo metodo di lavoro non può ulteriormente protrarsi a danno dei cittadini”. Da qui l’invito al sindaco, nel “valutare l’eventuale commissariamento”, a “porre fine prima del tempo ad una Amministrazione che non gode più della fiducia dei Consiglio e della cittadinanza” o altresì restare solo per “provvedimenti di ordinaria amministrazione” ma impegnandosi al contempo a “revocare” gli assessori. Chiesto, insomma, di azzerare la Giunta con “quattro personalità di alto profilo accademico amministrativo”.

Poi un lungo dibattito con acceso scambio di vedute tra i firmatari dell’odg e gli altri consiglieri che non hanno avallato l’odg ritenendo che non debba venire un commissario e secondo i quali le precedenti firme sarebbero state apposte su “un atto di controllo e non di diffida”. Un’altra mozione ha proposto comunque, durante la seduta, il Fli, con una modifica nel punto dell’azzeramento, per una revoca più sostanziale degli “incarichi fiduciari”.

I consiglieri di maggioranza Tino Bambara e Andrea Carpita hanno rimesso il loro mandato di consiglieri comunali per manifestare la loro posizione disagio sulla situazione politica creatasi.

Infine un lungo intervento del sindaco: “io rigetto la mozione di censura, che non merito. Sono consapevole di aver assunto un atteggiamento impopolare ma non è tollerabile una situazione di continui insulti e attacchi, mentre mi trovavo negli Usa. Abbiamo messo mano con senso di responsabilità su grossi problemi ma questo non lo si riconosce. Si parla solo di colpe mie e si è mistificata una crisi mondiale con una locale. Se si votasse a gennaio andrei via ma resto per senso di responsabilità, perchè ho paura delle follie di un commissario. L’ho detto e lo ripeto che sono sereno con la mia coscienza. Qualcuno ha voluto umiliarmi. Prendo atto della censura ma non posso essere colpevole di aver cercato di salvare la città dal dissesto”.

La discussione è proseguita sino a tarda notte e alla fine la votazione è stata rinviata.

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