Un gol di Marek Hamsik stende i rossoblù e adesso la squadra di Mazzarri è a soli due punti dalla capolista

Marek Hamsik esulta dopo il gol che lancia il Napoli a -2 dalla Juve

Nonostante l’assenza di Cavani, il Napoli espugna Cagliari, storica “bestia nera” degli azzurri e torna a “braccare” la Juve. Marek Hamsik regala alla squadra di Mazzarri un successo che significa -2 dalle casacche bianconere della capolista.

Per arrivare al gol, però, bisogna attraversare l’inferno del nuovo stadio di Cagliari. Manca San Matador e il povero Lorenzino, lì davanti, è solo, soletto. In compenso quella a centrocampo è una muraglia cinese sulla quale si infrangono gran parte delle giocate avversarie. Così al 24′ alla prima palla decente che arriva sulla tre-quarti sarda, il piccolo Insigne dimostra di essere grande: si libera, avanza, prende la mira e lancia una palla velenosa a giro…fin troppo precisa. Palo e sfera che balla sulla linea di porta senza decidersi in nessun modo ad entrare.

Insigne che si è fatto i capelli alla Hamsik pensa che la sorte è con lui. Così dopo pochi minuti su incursione di Behrami pensa di andare di tacco a segnare: manca la palla, il gol, la gloria e ottiene una valanga di bestemmie dei tifosi da tutto il mondo, perché sullo 0-0 sono cose che non si fanno.

Il Cagliari è bene organizzato, approfitta del destino che gli ha evitato l’incontro ravvicinato con Edinson, e prova a costruire qualcosa. Al 37′ su angolo Conte (inviso nome) becca il palo. Poi a completare la prova opaca del Napoli, si mette De Sanctis: rilancia veloce su angolo, cade a terra mentre la palla finisce ad Avelar che prova il colpo da lontano a porta vuota, ma rimane a bocca aperta, con l’urlo strozzato del gol.

Mazzarri, come suo solito, ci mette un po’ a leggere una partita in cui Inler è una controfigura di quello apprezzato qualche giorno fa, Zuniga vaga come un fantasma, Maggio anche peggio. Così si riparte con una traversa del Cagliari su deviazione di Cannavaro al 48′, poi una botta mostruosa di Nainggolan a fil di palo.

Il Napoli è come sbandato, tocca alla capa pelata di Paolo cercare di scuoterlo: Cannavaro arriva in alcuni momenti a fare il centravanti per dare un punto di riferimento in avanti. Finalmente dalla panchina si svegliano: è il 24′ entra Mesto per Maggio e Vargas per Dzemaili. Edu, il piccolo oggetto non identificato della Mazzarri’s band, si fa subito vedere in un paio di occasioni senza successo. Ma almeno Insigne è più libero: recupera palla, Zuniga è vicino a rimetterci la gamba nel contrasto in area ma passa ad Hamsik e prima del tiro si apre la bocca da dinosauro a mangiarsi portiere, rete, Cagliari, sorte e magari anche il campionato. E’ il gol, il gol vittoria. Visto che dopo è solo sofferenza.

L’importante, alla fine, sono i tre punti, la Juve ora a -2, e la giostra dei sogni che ricomincia a girare, aspettando il prossimo turno in casa con il Pescara.

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