Passalacqua replica al polverone della  sfiducia: “alcuni consiglieri mi hanno detto che era soltanto un atto sul bilancio. Sono a posto con la mia coscienza. Nulla da rimproverarci sul bilancio, scelte sofferte ma necessarie”

Mauro Passalacqua

Mauro Passalacqua non ha intenzione di dimettersi. Il sindaco di Taormina, al suo rientro dagli Stati Uniti, dove in questi giorni si era recato per il gemellaggio con Sunny Isles Beach, ha chiarito ieri le sue intenzioni e commentato il “polverone” politico scatenatosi in sua assenza.

Lunedì scorso 17 consiglieri su 20 avevano firmato un atto contro il primo cittadino, poi 48 ore dopo si era tenuta un’apposita riunione di maggioranza e opposizione, ma adesso si delineerebbe un dietrofront anche dopo aver verificato l’esistenza della vigente normativa che in caso di mozione di sfiducia manderebbe a casa pure il Consiglio.

Stasera ci sarà un’attesa seduta di Consiglio comunale. Alla vigilia i consiglieri hanno palesato l’intenzione di presentare un documento contro l’operato del sindaco e la Giunta, e quattro consiglieri sono stati incaricati di redigere l’atto: sarà la serata del “tanto rumore per nulla”?

“Al momento – dichiara Passalacqua – non mi è stato notificato nulla. Ho parlato con alcuni consiglieri che hanno preso anzi le distanze da questa prospettiva della sfiducia, spiegandomi che si è trattato di un atto riferito solo al bilancio. Anche sul bilancio d’altronde si sono dette tante cose inesatte. La delibera che abbiamo trasmesso al Consiglio è arrivata nei termini di legge consentiti e c’era una proroga concessa a tutti gli enti locali. Non è stato un problema di Taormina e nemmeno una volontà, come strumentalmente si è detto, di mettere in difficoltà il Consiglio. Ci sono stati pesanti tagli ai trasferimenti nazionali e regionali che hanno colpito anche Taormina e che hanno imposto delle scelte difficili per salvare l’ente dal default. Qui nessuno è così folle da voler imporre senza un valido e giustificato motivo l’aumento delle tasse ai cittadini. Ho rispetto di tutti ma altrettanto rispetto voglio per la mia persona. Sono sereno e a posto con la mia coscienza. Se servisse davvero alla città e se si votasse subito, mi dimetterei senza alcun problema: ho il mio lavoro e a differenza di altri non vivo di politica, per me amministrare è fare un servizio alla città. Tuttavia, in ogni caso, non si voterebbe subito ma tra 5 o 6 mesi e un commissario non farebbe il bene di Taormina, come il passato ci insegna. Certamente ho assistito, dall’America ad una serie di attacchi personali non solo a me ma di fatto anche alle 4 mila persone che mi hanno liberamente espresso fiducia per fare il sindaco”.

“Voglio precisare che l’appuntamento per andare a Sunny Isles Beach era stato previsto il 2 agosto scorso, quando la loro delegazione venne a Taormina, e non è stato una cosa improvvisata prima del bilancio né per fuggire come addirittura qualcuno è arrivato a dire. Erano le uniche date possibili. Forse si potevano programmare meglio, invece, le date della discussione sul bilancio. In questi cinque anni mi sono preso tante responsabilità di fronte a problematiche anche non mie ed anche ereditate dal passato. Abbiamo messo le mani su problemi atavici del Comune, affrontando la questione dei dirigenti, i contenziosi e i debiti, che non sono stati fatti da questa Amministrazione e stavano mandando in fallimento la città”.

“A questo punto – conclude Passalacqua – chiederò chiarezza in Consiglio e ritengo sia necessario dare un messaggio distensivo alla città. Io in questi anni ho trovato nemici e non avversari, cosa che mi auguro non avvenga a chi verrà dopo di me e come d’altronde ho anche scritto in un messaggio ad un candidato a sindaco. Spero che il clima politico si svelenisca. In città c’è una pericolosissima sprirale di odio che preoccupa anche in vista della prossima campagna elettorale. Se il clima è questo adesso, come si arriverà alle prossime elezioni? Credo che una riflessione da parte di tutti sia d’obbligo per ricondurre la situazione entro certi limiti”.

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