Il bomber delude contro il Milan ma i suoi gol sembrano non bastare mai per conquistare la fiducia assoluta del club bianconero: era più giusto sostituire lui o Vucinic?

Fabio Quagliarella

I gol non bastano mai, neppure se sono – come spesso accade – reti d’autore. La Juventus ha in casa Fabio Quagliarella, l’uomo della svolta ma anche della discontinuità e della discordia.

L’attaccante ex Udinese, ieri sera, contro il Milan ha perso l’occasione per guadagnarsi, forse definitivamente, la maglia da titolare di quest’anno, al fianco dell’inamovibile (siamo sicuri?) Mirko Vucinic.

Finora, per lui, nove presenze e sei gol. Un ottimo bottino, soprattutto se si calcola che Quagliarella è partito titolare solo cinque volte. Ma nelle grandi partite, nonostante doti tecniche indiviabili, non riesce a sbocciare: se si escludono le due gare contro il Chelsea, infatti, Quagliarella ha segnato solo contro Chievo, Bologna e Pescara. Non di certo squadre di alto rango.

In ogni caso Quagliarella la sua parte sinora l’ha fatta in modo più che dignitoso e ieri non ha gradito la sostituzione, nascondendo al momento la sua rabbia dietro il giubotto per non mostrare il labiale. Quagliarella sa che non ha fatto una grande partita ma non si può nemmeno dire che sia stato tra i migliori Vucinic, che nonostante lo scarso momento di forma appare invece intoccabile. Ed è questa differenza di trattamento, presunta o effettiva, che sia a suscitare il malcontento dell’ex masaniello napoletano. L’uomo dei gol impossibili e delle eterne incomprensioni. E la storia, dal Napoli alla Juventus, sembra ancora una volta ripetersi.

L’obiettivo della Juve resta quello di acquistare un top player, ritenendo evidentemente che non lo sia Quagliarella. Ma Fernando Llorente, attaccante dell’Athletic Bilbao in scadenza di contratto a giugno, respinge per il momento le voci che lo accostano alla Juventus, magari già a gennaio. “Non ho voglia di pensare al futuro, in questo momento la mia unica preoccupazione è di dare il massimo per questa squadra”.

Certamente, parole che non faranno particolare piacere alla dirigenza juventina. Ma puntare su Quagliarella è davvero un ripiego?

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