Migliaia di studenti protestano a Palermo e Catania contro le politiche di “austerity” del governo Monti

la protesta degli studenti

Una folla di circa 30 mila studenti palermitani si è riversata per le strade di Palermo per difendere la scuola “dai tagli e le politiche di austerity del governo dei tecnici di Mario Monti”. A Catania invece circa sono 10mila, secondo le stime della Questura, gli studenti che stanno attraversando il centro della città, tra Corso Italia e via Umberto.

I manifestanti a Palermo sono molti di più rispetto a venerdì scorso, quando rimasero contusi nove agenti e un diciassettenne armato di spranga fu denunciato. Ma questa volta gli studenti vogliono far dimenticare le violenze di otto giorni fa.

L’intenzione dichiarata dal Coordinamento studenti siciliani è di “prendere le distanze dai violenti, pur riaffermando con forza le ragioni della protesta”. La stessa volontà è stata espressa, attraverso un comunicato stampa congiunto, anche dall’Udu (Unione degli Universitari) e della Rete degli studenti medi.

Il corteo ha paralizzato le vie del centro storico, bloccando il nodo stradale all’altezza della stazione centrale. “Vogliono bloccare il nostro futuro e noi blocchiamo la citta”, scandiscono. “Non solo gli studenti rivendicano le pratiche dei blocchi, ma annunciano che le occupazioni delle scuole e la protesta continuerà ad oltranza”, proseguono gli organizzatori. Presenti anche i docenti. Hanno aderito Rifondazione comunista e la Flc Cgil. Il serpentone di studenti si è unito agli operai della Gesip, la società di servizi del Comune, che dal primo settembre non è in grado di assicurare stipendi e lavoro ai 1.805 operai che da settimane presidiano piazza Pretoria, davanti al municipio.

Migliaia di studenti mobilitati a Palermo, occupando piazze e strade. Secondo la Rete studenti medi sono in trentamila. L’intenzione, comunque, è di tenere basso il livello della tensione, per non dare spazio alle violenze del 16 novembre. Uova sono state lanciate alla sede del Giornale di Sicilia, ma l’obiettivo sono tutte le testate, “contro il tentativo da parte dei media di dividere gli studenti in buoni e cattivi”.

Il corteo è partito stamattina da Piazza Politeama ma dalle decine di scuole occupate e in agitazione sono partite, in cortei non autorizzati sparsi per tutta la città, parecchie centinaia di studenti in direzione del centro. Alcuni di loro portano una bara nera con in evidenza la scritta “Cultura. Qui giace il nostro futuro” e uno striscione: “Diamo una svolta con la rivolta. Non ci facciamo rubare il futuro”.

Finora si sono registrati soltanto scoppi di petardi e lanci di fumogeni. Le forze dell’ordine, in assetto antisommossa, stanno comunque controllando la manifestazione da vicino.

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