Il Cavaliere prepara l’ennesimo dietrofront e la sua candidatura. Alfano e Meloni contrari, il Pdl si spacca

Silvio Berlusconi

«Vediamo, ci sto pensando». Silvio Berlusconi ha risposto così a chi oggi gli ha chiesto se intenda tornare in campo. E nel Pdl è tornato il caos. «Chiarisca, altrimenti le primarie non hanno senso», ha detto il segretario Alfano. «Sulle primarie non si torna indietro», scrive su twitter Giorgia Meloni e anche Alemanno chiude a qualsiasi ripensamento.

«Noi stiamo vedendo che la gente è molto delusa da questa politica e dai partiti – ha detto Berlusconi – Il Pdl ha subito una decadenza di immagine e di risultati anche per il semplice motivo che non ci sono stato. Mi sono tirato indietro perché Casini ha detto: se Berlusconi non c’è posso essere parte della coalizione del centrodestra». Secondo Berlusconi, però, Casini «manca di parola e non ha fatto una piega. Questa situazione la stiamo ripensando, dato che credo di capire più di qualsiasi altro in Italia quello che c’è stato e quello che si deve fare».

Berlusconi ha detto di stare valutando se utilizzare la sua esperienza in maniera concreta in politica. «Nessuno dei partiti che adesso vanno in tv potrà realizzare il proprio programma se non si cambia l’architettura istituzionale del Paese – ha detto – e la Costituzione si può cambiare solo se c’è un partito con la maggioranza assoluta».

«Le parole di Alfano? Questo è un caso che bisogna commentare con calma, non si può farlo qua in piedi» ha detto Berlusconi a proposito delle parole di Angelino Alfano che ieri si era scagliato contro la presenza di candidati indagati alle primarie del Pdl e minacciando il suo ritiro dalle primarie Pdl.

Immediata la risposta di Alfano alle dichiarazioni di Berlusconi. «Le dichiarazioni di oggi del presidente del Pdl pongono sotto una nuova luce le elezioni primarie – dice – perchè se lui davvero dovesse tornare in campo, come ha annunciato, mi chiedo il significato di queste primarie e quindi la mia valutazione resta coerente con quello che ho sempre detto: cioè le primarie hanno senso solo se non si candida il presidente Berlusconi. Se invece Berlusconi si candida occorre ripensare tutto. Ci auguriamo che il presidente comunichi al più presto la sua decisione in modo tale che tutti noi possiamo essere operativi e con questa gara delle primarie il Popolo della Libertà esca più forte e irrobustito con una coesione che non è mai venuta meno».

«Alfano non solo si deve ritirare dalle primarie perché in corsa ci sono io che sono indagata, ma deve dimettersi da segretario del Pdl – attacca Daniela Santanchè -. Dopo le parole allucinanti di ieri, non può più rappresentare il partito fondato da Silvio Berlusconi, che in tutti questi anni, dalla sua discesa in campo, ha sempre fatto del garantismo una bandiera, contro una magistratura politicizzata, che gioca contemporaneamente i ruoli di arbitro e giocatore».

«Con il massimo rispetto nei confronti di tutti, debbo sottolineare che le primarie nel popolo della libertà non possono essere soggette a continui ripensamenti, né appare razionale riproporre la candidatura di Silvio Berlusconi a premier», è il commento del sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Mi auguro quindi che si prosegua sul percorso già tracciato perchè un nuovo cambiamento di rotta non potrebbe non provocare reazioni molto forti da parte di tutti coloro che hanno creduto e credono nel metodo delle primarie e in un profondo rinnovamento del Popolo della Libertà»

«Berlusconi torna in campo? Sulle primarie non si torna indietro», scrive su twitter il deputato del Pdl, Giorgia Meloni.

«Spero che si arrivi a una candidatura comune tra Pdl e Lega Nord, magari lo stesso Maroni – ha detto anche Berlusconi – Ho incontrato Maroni giovedì scorso: stiamo lavorando insieme, vogliamo assolutamente continuare l’alleanza con la Lega Nord e quindi stiamo esaminando le possibilità che ci sono».

Gli elettori del Pdl «Maroni non lo voteranno mai» per la presidenza della Lombardia, è la replica di Roberto Formigoni che torna a rivolgersi a Berlusconi via Twitter. «Silvio, rifletti! I nostri elettori non vogliono regalare anche la Lombardia alla Lega dopo Veneto e Piemonte e Maroni non lo voteranno mai».

«Berlusconi mi ha detto: “a 75 anni torno in politica e formo un partito nuovo”. Era felice di annunciarlo, perché era felice di tornare a fare un partito nuovo»: lo ha raccontato il presidente del Palermo, Maurizio Zamparini, ai microfoni di “Radio Radio”, parlando di quanto gli avrebbe raccontato il Cavaliere ieri durante un incontro casuale a Ciampino.

«Non credo che Silvio Berlusconi farà un altro partito, i giornali scrivono di tutto… E spero che voti per le primarie» ha detto oggi Giorgia Meloni.

«Nel Pdl c’è una trasformazione in atto: le primarie non rimarranno un evento isolato ma stanno imponendo a tutti scelte comportamentali – ha detto il sindaco di Roma, Gianni Alemanno – E’ davvero iniziata la grande rivoluzione del Pdl. Le primarie non sono un fatto di immagine, e appoggeremo Alfano in questa trasformazione. Crediamo- che primarie libere, trasparenti e democratiche saranno il modo migliore per far nascere un nuovo partito di centrodestra».

«Non mi risulta di essere indagato, non ho ricevuto alcun avviso di garanzia né sono stato interrogato dai pm come qualcuno ha scritto. Se Alfano si riferisce a me, non può che farmi piacere: vuol dire che mi teme» ha detto infine Alessandro Proto, l’imprenditore di 38 anni che ha già raccolto le 10mila firme necessarie per partecipare alle primarie. Proto, che definisce queste primarie «una vera pagliacciata», dice: «Quando Berlusconi ha detto che ci vorrebbe un altro Berlusconi dei tempi del ’94, io mi sono sentito chiamato in causa. Sono io il Berlusconi del ’94 e corro in queste primarie perché sono disgustato dal declino di questo partito e voglio rimetterlo in piedi. Alfano dice che non vuole indagati, eppure il suo capo, Berlusconi, di cui lui è solo un dipendente, non solo è indagato, ma è anche condannato. La verità è che Alfano ha paura di me».

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