Sciame sismico senza precedenti nell’isola: che succede? Scosse legate all’attività vulcanica, per gli esperti Ingv

panoramica dell’Etna dall’alto

La giornata di giovedì 22 novembre 2012, è stata senz’altro movimentata in diverse zone d’Italia, ma soprattutto sulla Sicilia nord-orientale, precisamente sull’Etna, dove sono state registrate oltre 40 scosse, inferiori e superiori alla magnitudo 2.0. Sono state 4 le scosse di terremoto superiori al magnitudo 3.0, due delle quali di magnitudo 3.9. Tutte le scosse sono avvenute ad una profondità compresa fra i 22 e i 30 km.

Dopo questo importante sciame sismico non sono mancate le parole degli esperti del settore di geologia e vulcanologia dell’INGV, volte a tranquillizzare gli abitanti delle zone interessate e per fare chiarezza sull’episodio :

“Uno sciame sismico con una profondità media delle scosse intorno ai 25km, è tipico del versante nord/occidentale del vulcano, nell’area di monte Maletto – spiega Domenico Patanè (esperto dell’INGV) – dove periodicamente registriamo una simile attività caratterizzata proprio da questo tipo di sismicità profonda. Esso è legato al sistema di alimentazione profondo del vulcano. Adesso vediamo come si evolve la situazione nei prossimi giorni, l’ultimo sciame importante in questo settore è stato nel 2010 e poi tra 2011 e 2012 abbiamo avuto tante fontane di lava con i parossismi dal nuovo cratere di sud/est, ma è difficile poter dire se le due cose sono collegate e solo con un continuo monitoraggio potremo osservare quello che succederà“.

Quindi, dato che i sismi nell’area dell’Etna sono collegati con l’attività vulcanica, è lecito aspettarsi nei prossimi mesi le spettacolari lente eruzioni che solo l’Etna può regalarci, come già accaduto in passato

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