Il primo cittadino, Mauro Passalacqua, proponeva l’affidamento diretto dell’area alla Interbus ma la Responsabile comunale al Patrimonio scrive: “va fatta una gara d’appalto, altrimenti l’atto è illegittimo”

Terminal Bus di via Pirandello

Gli uffici comunali stoppano l’affidamento diretto del Terminal Bus di via Pirandello alla ditta Interbus. In una nota della Reponsabile al Patrimonio, Cettina Bucalo, si esprime infatti parere negativo alla “iniziativa del sindaco”.

“Per le concessioni a titolo oneroso o la locazione di qualsiasi immobile comunale – si legge nella nota – deve essere esperita gara ad evidenza pubblica dovendo l’Amministrazione rispettare ed osservare i canoni fondamentali della trasparenza, della imparzialità e della “par condicio” nei confronti di tutti i soggetti interessati; infatti, è principio generale quello secondo cui, anche in assenza di specifica disposizione normativa o regolamentare che imponga l’adozione di procedure concorsuali per la selezione del privato”.

La questione era stata sollevata dai vari operatori economici attivi su Taormina, che in una nota inviata al Comune avevano espresso dissenso nelle scorse settimane circa l’eventualità di un affidamento diretto dell’area senza alcuna gara pubblica.

Questa il testo completo della nota della Responsabile al Patrimonio:

“Con riferimento alla proposta di deliberazione in oggetto, predisposta dalla scrivente quale responsabile del procedimento, su iniziativa del Sindaco, dott.Mauro Passalacqua, dopo aver
proceduto all’approfondimento della tematica in questione, alla luce anche dei contenuti della nota della Ditta SAT ed altri in data 16/10/012 prot. n.13696, pervenuta a questo Ufficio dopo la data della proposta di affidamento del parcheggio “Terminal bus” di Via Pirandello alla Ditta Interbus – Etna, si fa presente quanto segue:

• Per le concessioni a titolo oneroso o la locazione di qualsiasi immobile comunale deve essere esperita gara ad evidenza pubblica dovendo l’Amministrazione rispettare ed osservare i canoni fondamentali della trasparenza, della imparzialità e della “par condicio” nei confronti di tutti i soggetti interessati; infatti, è principio generale quello secondo cui, anche in assenza di specifica disposizione normativa o regolamentare che imponga l’adozione di procedure concorsuali per la selezione del contraente privato, l’Amministrazione deve osservare i principi fondamentali sopraenunciati;

• Il contraente pubblico quindi è obbligato a mantenere un contegno, che in relazione alla rilevanza economica della fattispecie, consenta a tutte le imprese di venire a conoscenza
della intenzione amministrativa di stipulare il contratto e di far valere le proprie “chence” competitive attraverso la formulazione di una appropriata offerta, mentre l’evidenza pubblica ha lo scopo di ottenere la lievitazione delle offerte garantendo in questo modo
maggiore entrate;

• I principi di cui sopra, si applicano su ogni contratto attivo dell’Ente, ossia su ogni contratto che produce entrate e quindi anche sui contratti di concessione a titolo oneroso o di
locazione – circolare Presidenza del Consiglio dei Ministri N.945 del 01/03/02 -, la quale precisa, che i principi dell’evidenza amministrativa vanno applicati anche laddove difettino
specifiche disposizioni che regolano o impongono l’espletamento di procedura di gara, atteso che detti principi sono dettati in via diretta dall’art.81 del Trattato istitutivo dell’unione europea;

• L’attuazione dei principi sopraenunciati consente all’Ente di ricavare una migliore redditività del patrimonio immobiliare, il cui utilizzo deve essere inteso non come mera amministrazione e conservazione, ma come trasformazione attiva di tutte le sue componenti e ricerca di nuove soluzioni più redditizie e funzionali;

• Il mancato rispetto di tale procedura potrebbe determinare la illegittimità degli atti di affidamento e la nullità del relativo contratto anche per la violazione e falsa applicazione del
D.Lgs. 267/2000, art. 42, lett.F, incompetenza della G.M. in quanto la stessa, ha deliberato di dare in concessione un immobile in assenza di un regolamento comunale; infatti, la competenza in materia di tariffe per fruizione di beni e servizi appartiene al Consiglio Comunale.

Ne consegue, che il Comune di Taormina è obbligato ad osservare le regole di trasparenza e procedere preliminarmente alla pubblicazione di un avviso provvedendo all’affidamento in
concessione, se un bene appartiene al demanio o patrimonio indisponibile, o in locazione se un bene appartiene al patrimonio disponibile, mediante l’esperimento di idonea procedura concorsuale, che consenta a tutti i potenziali aspiranti di parteciparvi e di esprimere la propria offerta e, che, l’affidamento del contratto “de quo” in via diretta, è conseguentemente illegittimo.

La proposta, dunque, deve essere ritirata. La stessa può essere riproposta nei termini di cui sopra, mentre la documentazione allegata utilizzata ai fini della predisposizione di apposito avviso pubblico”.

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