Secondo l’ultimo sondaggio prima del voto, il segretario del Pd ancora avanti nelle primarie del centrosinistra

Pier Luigi Bersani

L’ultimo sondaggio Cise-Luiss, conferma i dieci punti di vantaggio di Bersani su Renzi. Dice anche che con Bersani vincente il 35,3% voterebbe poi il centrosinistra; il 44,2% se a vincere fosse Renzi. Lo riporta Blitz Quotidiano.

Insomma il segretario si aggiudicherebbe a man bassa le primarie, il sindaco di Firenze le “secondarie”, con percentuali tali da superare di slancio anche lo scoglio eventuale del 42,5% per ottenere il premio di maggioranza. Piccolo paradosso: Renzi non vincerà mai le primarie ma è molto più attrezzato per vincere le elezioni generali. Le cifre del sondaggio: Bersani sfiora la maggioranza assoluta con il 48,2%, il sindaco di Firenze è al 37,6%, Vendola è fermo al 10% (Puppato 3,4%, Tabacci 0,9%).

Il politologo Roberto D’Alimonte sottolinea sul Sole 24 Ore (che ha pubblicato il sondaggio) il grande interesse ( e quindi la scommessa vinta) suscitato dalle primarie. Il 32,5% degli intervistati (un campione rappresentativo di 1524 intervistati) è certamente interessato ad andare a votare, un altro 7% lo considera possibile.

“Si tratta di una quota eccezionalmente alta di potenziali elettori” dice D’Alimonte. E’ chiaro che va fatta la tara: c’è uno spread elevato tra dichiarazione di interesse e comportamenti conseguenti. D’Alimonte stima in un 25% o qualcosa di più la percentuale di quanti effettivamente andranno a votare alle primarie come hanno sostenuto nel sondaggio. Comunque un risultato rilevantissimo, specie al tempo del discredito generale della politica e della disaffezione conclamata dei cittadini.

Torniamo a “primarie” e “secondarie”. Il voto a Bersani è sicuramente un voto identitario: il 70% di chi dichiara di volerlo votare ha scelto il Pd alle politiche 2008. Chi sceglie Renzi, invece, solo in metà dei casi aveva votato Pd nel 2008, con un 43% che votava centrodestra. Il 28% di chi sceglie Renzi votava Pdl. Chi vota Bersani si definisce (3 su 4) di sinistra. Chi sceglie Renzi in maggioranza no: solo il 43% si definisce tale.

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