Potrebbe essere discussa già martedì prossimo la sfiducia al sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua. Un vertice tra le forze politiche di maggioranza e opposizione si è svolto stasera a Palazzo dei Giurati per affrontare questo argomento. Al termine della riunione, che ha visto un confronto acceso tra le varie posizioni dei consiglieri e si è protratta per oltre due ore, si è deciso di redigere un documento che, in sostanza, darà una valutazione complessivamente negativa dell’operato politico del primo cittadino e che di conseguenza intenderebbe chiederne le dimissioni e l’uscita di scena anche dell’attuale Giunta comunale.

Non ci dovrebbe essere, tuttavia, a quanto pare, votazione in aula, anche se la riunione di stasera ha ribadito la determinazione di alcuni consiglieri sia di maggioranza che opposizione ad andare in ogni caso alla votazione della mozione per decretare l’interruzione anticipata della legislatura.

Nella mattinata di lunedì scorso, come detto, un documento è già stato firmato da: Salvo Cilona, Antonio Lo Monaco, Lino Ardito, Pinuccio Composto, Tanino Carella, Jonathan Sferra, Piero Benigni, Sergio Cavallaro, Antonio D’Aveni, Enzo Scibilia, Salvatore Valerioti (consiglieri di opposizione), e da Eugenio Raneri Franco Pizzolo, Andrea Carpita, Agostino Di Pietro, Fiero Messina, Tino Bambara. All’appello mancherebbero soltanto Antonino Lo Monaco (opposizione) Pina Raneri, Salvatore Cutrò (maggioranza), che erano assenti nella giornata in cui posi è votato il bilancio. E fra i tre assenti anche Antonino Lo Monaco sarebbe pronto a firmare la sfiducia. Numeri alla mano almeno 17 consiglieri, e forse 18, su 20 si sono pronunciati nella stessa direzione.

Nel corso della riunione di stasera le componenti politiche sono arrivate alla decisione di approntare un documento congiunto, con i medesimi firmatari, che potrebbe essere presentato in aula martedì sera, data in cui già convocata la prossima seduta di Consiglio comunale. Va detto che qualora venisse posta in votazione una sfiducia e nel caso di conseguente approvazione dell’atto, la vigente normativa prevede in questi casi la decadenza non solo del sindaco e della Giunta ma anche del Consiglio e pertanto la città si ritroverebbe senza più alcun organo elettivo-rappresentativo, con la sola presenza del commissario straordinario che avrebbe le funzioni suppletive sia dell’Esecutivo che del Civico consesso. La frattura tra Giunta e Consigliosi è ormai consumata. E dopo aver approvato il bilancio con voto “tecnico” – esitato con un solo sì su venti consiglieri -, l’assemblea non intenderebbe fare altri “sconti” alla alla Giunta.

Il commissariamento del Consiglio sul bilancio, e lo scioglimento dell’assemblea, è stato evitato in extremis ed era già previsto per le scorse ore l’insediamento del funzionario nominato dall’assessorato alle Autonomie Locali. L’intenzione sarebbe quella di non lasciare Taormina, a pochi mesi dalle elezioni, in mano ad un commissario plenipotenziario, che abbia cioè poteri totali su entrambi i fronti amministrativi, e il Consiglio vorrebbe altresì manifestare al sindaco una presa di distanze da parte delle forze sia di maggioranza che opposizione invitandolo a prendere atto e decidere così di rassegnare le dimissioni.

Passalacqua, che si trova al momento negli Stati Uniti per motivi istituzionali, rientrerà nella giornata di venerdì e bisognerà ovviamente aspettare le legittime valutazioni che farà l’attuale primo cittadino, a fronte di uno scenario improvvisamente arroventatosi e approdato a questi sviluppi clamorosi. Non avverrà la “traumatica” votazione in aula di una mozione di sfiducia ma, di fatto, si delinea comunque una sfiducia politica, che in questi casi porta chi ne è destinatario a trarne in modo autonomo le opportune conclusioni.

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