I bianconeri travolgono i blues di Di Matteo con un netto 3-0 e ipotecano il passaggio agli ottavi di Champions League. Tris siglato da Quagliarella, Vidal e Giovinco

Arturo Vidal

Juventus dominatrice in Champions League. Travolto il Chelsea. E’ un 3-0 tondo, siglato da Quagliarella nel primo tempo – quando la porta di Cech sembrava essere per l’ennesima volta stregata – e suggellato nella ripresa dalle reti del solito Vidal e di Sebastian Giovinco. La Juventus – ancora imbattuta in Europa – vola così a 9 punti nel gruppo E, uno in meno del già qualificato Shakhtar. Sul campo degli ucraini, tra due settimane, basterà un solo punto per centrare gli ottavi di finale. Un risultato che, dopo stasera, non può fare paura all’armata di Conte.

E che la Juventus potesse giocare in una sola maniera è evidente fin dai primissimi minuti. Ritmo indiavolato, pressing altissimo e un movimento congiunto di 5 uomini d’attacco – da Asamoah a Lichtsteiner passando per l’inserimento di un centrocampista a turno più le due punte – mette in difficoltà i campioni d’Europa che nei primi 20 minuti sono annichiliti.

Dopo 4 minuti infatti, da una bella combinazione tra Vucinic e Asamoah, nasce un cross dal limite dell’area che pesca Lichtsteiner libero alle spalle di Cole: lo svizzero va a colpo sicuro ma Cech devia prima col ginocchio e si salva poi con l’aiuto del palo. Quagliarella ci prova poi da fuori, Marchisio testa i riflessi di Cech dagli sviluppi di un calcio d’angolo e Vucinic è una spina nel fianco di Cahill e Luiz… Insomma, in avvio la Juventus sottopone i campioni d’Europa a una sorta di assedio che non trova però il fine sperato.

La squadra di Di Matteo è infatti sorniona nella più pura accezione del termine. Al primo contropiede disponibile, alla prima ingenuità, le talentuose mezze-punte dei Blues provano a far male ai bianconeri e solo un miracolo di Buffon salva la Juventus dalla più classica delle beffe. Al 10’ – nell’unica occasione in cui il Chelsea mette la testa fuori nel primo tempo – Oscar semina il panico nella metà campo bianconera e serve un pallone delizioso ad Hazard: il diagonale del belga è deviato in corner dal tocco con il piede di Buffon. La Juve si salva. Sarà un tocco fondamentale.

Passato lo spavento inziale, il Chelsea trova per una decina di minuti le contromisure, ritraducibili fondamentalmente in una mossa più o meno prevedibile: Azpilicueta, schierato al posto di Torres, da esterno alto si trasforma in quinto di difesa e la maggiore concentrazione al limite dell’area, insieme a un baricentro avanzato di qualche metro, permette alla squadra della fermata Fulham Broadway di tirare il fiato per qualche minuto.

La pausa, come accennato, dura però pochissimo. Al 38’ infatti Quagliarella si traveste da Pippo Inzaghi e la Juventus passa: Pirlo salta la prima linea di pressing e lascia partire un tiro rasoterra che, deviato dal piattone dell’attaccante napoletano, beffa il tuffo di Cech e si infila lento vinco al palo. Nemmeno il tempo di ricomporsi però e lo Juventus Stadium vive un minuto di emozione e paura. Un colpo di testa di Lichtsteiner deviato dalla difesa del Chelsea sta per terminare lentamente dentro la porta difesa da Cech ma Cole, esperto in salvataggi “italici” (i tifosi nel Napoli ne sanno qualcosa), salva sulla linea e fa ripartire Hazard: la difesa scoperta della Juventus lascia partire Hazard che serve Mata solo davanti a Buffon. Il portiere della nazionale è tempestivo in uscita ma il controllo dello spagnolo è clamorosamente difettoso. La Juventus si salva e va a riposo avanti di un gol preziosissimo.

Di Matteo esce dagli spogliatoi consapevole di dover provare a far qualcosa di differente dal contropiede e per i primi 5 minuti prova ad alzare il baricentro – come aveva del resto fatto per una decina di minuti nel primo tempo – nel tentativo di allargare le maglie della difesa della Juventus. Entra anche Moses – una punta – prendendo il posto proprio di quell’Azpilicueta che aveva levato il posto da titolare a Torres. Il piano però, questa volta, non porta gli effetti sperati.

A riprendere in mano il pallino del gioco è infatti la Juventus e proprio dai piedi di Asamoah al 61’ (un minuto dopo l’uscita di Azpilicueta) nasce il gol del ko: Vucinic duetta col ghanese che serve un perfetto pallone a rimorchio per la conclusione di Vidal. Il cileno va a colpo sicuro e la deviazione di Ramires mette fuorigioco Cech. E’ la nona rete stagionale del centrocampista sudamericano. E’ il gol che, di fatto, chiude i giochi.

Di Matteo infatti, sotto di due reti e consapevole delle notizie provenienti dalla Danimarca, inserisce anche Torres. E’ troppo tardi. I 5 giocatori offensivi dei Blues non riescono comunque a impensierire un Juventus perfetta nei suoi meccanismi difensivi e micidiale nel giro palla. Il Chelsea si getta in avanti nel finale ma, al 91’, deve subire il contropiede di Vidal chiuso dal tocco in anticipo del neo entrato Giovinco. E’ il gol della gloria. La ciliegina sulla torta della prima, grande, notte di gloria dello Juventus Stadium. Per il brindisi però si dovrà aspettare. Alla Juventus manca ancora un punto e stappare prima, si sa, porta male.

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