Forse in Consiglio già la prossima settimana la mozione di sfiducia al sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua. Documento già firmato dai consiglieri di opposizione e maggioranza. Ma c’è anche l’ipotesi delle dimissioni

Mauro Passalacqua

Le forze politiche di opposizione e maggioranza hanno raggiunto un’intesa per sfiduciare il sindaco di Taormina, Mauro Passalacqua e la Giunta comunale. Confermata la clamorosa indiscrezione anticipata domenica notte da Blogtaormina. Restano adesso da definire tempi e modalità di attuazione dell’atto.

A pochi mesi dalle elezioni, i consiglieri di opposizione ma anche quelli di maggioranza hanno firmato nelle scorse ore un documento che, di fatto, sfiducia l’operato del primo cittadino e dell’Esecutivo. Superata anche la soglia delle 14 firme che servirebbero in questo caso nell’eventualità si decida di dimissionare il sindaco attraverso una votazione in Consiglio. In 17 hanno già firmato la sfiducia.

Già nella giornata di domenica, con un’accelerazione improvvisa, erano stati avviati contatti trasversali tra le componenti politiche taorminesi, nelle ore che hanno preceduto la votazione del bilancio comunale. In Consiglio, come si sa, il documento di previsione finanziaria ha visto l’astensione concordata di tutti i consiglieri e l’unico voto positivo è stato simbolicamente dato in veste istituzionale dal presidente Eugenio Raneri.

“Nella mia esperienza politica – ha detto Raneri – non avevo mai assistito ad una votazione importante come questa con l’assenza del sindaco mentre si delibera il bilancio comunale della città. Questo bilancio votato non appartiene in alcun modo al Consiglio comunale. Bisogna chiedere scusa ai taorminesi e far capire come sono andate le cose. Ci è stata presentata dalla Giunta una polpetta avvelenata senza alcuna possibilità di intervenire e modificare, con tutti i riflessi che ci saranno per l’economia della città”.

Nelle prossime ore si prenderà in Comune una decisione definitiva sulla presentazione dell’atto di sfiducia al primo cittadino. Un accordo tra i vari gruppi politici, come detto, è già stato raggiunto ed ha spiazzato anche alcuni assessori di riferimento dei consiglieri di quella che si può ormai ritenere l’ex maggioranza.  Da mesi, ormai, in Consiglio il sindaco ha perso la maggioranza numerica e i banchi dell’ex maggioranza restano sguarniti.

La mozione di sfiducia, dunque, è pronta ma si è deciso di non presentarla lunedì anche alla luce della concomitante assenza del sindaco, che si trova in questo momento negli Stati Uniti per impegni istituzionali. 

Il Consiglio comunale è stato convocato per la serata di martedì 27 novembre.

Ma prima di allora, potrebbe informalmente essere chiesto a Passalacqua – che dovrebbe rientrare nel fine settimana – di presentare le dimissioni ed anticipare la mozione di sfiducia. Un passaggio che rappresenterebbe, in sostanza, una forma di rispetto istituzionale e sul piano personale nei confronti del sindaco, per consentirgli di lasciare con l’onore delle armi ed evitare la votazione consiliare.

Sarebbe, comunque, difficile la prosecuzione della legislatura per la Giunta e per il sindaco a fronte di un documento che seppur non ancora presentato conta già praticamentente sulle firme della totalità delle forze politiche. Ed anche un dietrofront in extremis dei firmatari cambierebbe la forma ma non la sostanza del gesto politico che pare aver sancito la fine dell’Amministrazione comunale che vinse le elezioni nel 2008.

Ove mai si verifichi questo scenario, rimarrebbe in carica il Consiglio comunale, mentre si avrebbe la decadenza della Giunta. E il presidente della Regione, Rosario Crocetta, nominerebbe un commissario straordinario per traghettare il Comune alle prossime elezioni.  

 

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