Moratoria alle Nazioni Unite: Stati Uniti, Giappone, Cina, India, Corea del Nord, Siria e Zimbabwe tra i 39 Paesi che hanno invece votato contro questa risoluzione

moratoria sulla pena di morte

Il numero record di 110 Paesi ha sostenuto una risoluzione in cui le Nazioni Unite chiedono l’abolizione della pena di morte. Stati Uniti, Giappone, Cina, India, Corea del Nord, Siria e Zimbabwe figurano tra i 39 Paesi che hanno invece votato contro questa risoluzione non vincolante, votata dall’Assemblea generale. Trentasei Paesi si sono astenuti.

All’ultimo voto, nel 2010, erano stati 107 i Paesi a sostenere la risoluzione. Secondo l’Onu, sono circa 150 i Paesi che hanno abolito la pena capitale oppure approvato una moratoria.

L’Italia, in particolare, si è dichiarata molto soddisfatta per l’esito del voto in Commissione sul progetto di risoluzione sulla moratoria della pena di morte ieri alle Nazioni Unite a New York.

Per il ministro degli Esteri Giulio Terzi, riferisce la Farnesina in una nota, ”l’aumento del numero di Stati che sponsorizzano la risoluzione, l’incremento nei voti favorevoli e la diminuzione dei voti contrari costituiscono segnali molto incoraggianti della crescente consapevolezza, nella comunita’ internazionale, della necessita’ di promuovere l’abolizione della pena di morte”.

“Si tratta – prosegue Terzi – di un obiettivo di fondamentale importanza per promuovere l’affermazione dei diritti umani nel mondo, che rappresenta per l’Italia un’assoluta priorita’ di politica estera”.

“L’ampliamento del novero di Paesi di tutte le aree del mondo contrari alla pena capitale – sottolinea ancora il ministro – spinge ora l’Italia a proseguire con sempre maggiore convinzione il suo impegno in tutte i fora internazionali affinche’ tutti gli Stati che ancora la prevedono nella propria legislazione introducano da subito una moratoria delle esecuzioni”.

Per il capo della diplomazia italiana “l’obiettivo immediato e’ intanto quello di accrescere ulteriormente i consensi alla Risoluzione in vista del voto, entro fine anno a New York, nella sessione plenaria dell’ Assemblea Generale”. Il voto finale per l’adozione della risoluzione in Assemblea Generale e’ previsto come ogni anno entro il mese di dicembre.

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