Il premier in Kuwait: “siamo un’ottima opportunità per gli investitori, ma non posso garantire dopo il voto…”

Monti in Kuwait

L’Italia è sulla strada giusta e «proficua», è tornata «affidabile» ed è un’ottima opportunità per gli investitori stranieri grazie anche al fatto che una volta tornata la crescita, correrà più de

gli altri. Ma la fotografia è ad oggi. Per il dopo voto, invece, «non posso garantire». Mario Monti esordisce così rispondendo a chi gli chiede se le stesse garanzie che può fornire ora ai capitali stranieri saranno le stesse nel dopo elezioni.

Sembra un monito, quello lanciato dal premier in Kuwait, prima tappa della sua missione del Golfo che ha tra gli obiettivi proprio quello di attrarre gli investitori esteri presentando i progressi fatti dall’azienda Italia. Ma il messaggio è chiaro: «Non posso garantire per il futuro». Tenendo a precisare, ancora una volta, che la strada da seguire nel dopo voto deve essere quella intrapresa dal suo governo. «Chiunque governerà in futuro – avverte – deve avere come obiettivo quello di continuare a garantire la trasformazione della società», lavorando su temi quali «la crescita, la giustizia, la lotta alla corruzione e all’evasione».

Intanto messi un po’ tutti dietro la lavagna da Luca Cordero di Montezemolo e dai moderati della Terza Repubblica, gli inquilini del Palazzo reagiscono più o meno con fair-play.

Il leade dell’Udc Pier Ferdinando Casini, dopo aver ben pesato le parole, si dice «in sintonia» e lo stesso aveva fatto a caldo Gianfranco Fini. I leader di Fli ed Udc potrebbero essere compagni di strada di Montezemolo: lo diranno le trattative dei prossimi giorni, quando – vista l’imminenza delle elezioni – le diplomazie cominceranno a trattare sulla possibilità di Lista per l’Italia e Verso la Terza Repubblica di convergere in un’unica lista elettorale nel nome di Monti.

Ma è proprio sulla prospettiva di un Monti-bis che ragiscono con freddezza Pd e Pdl. «È il leader del partito più forte a dover guidare il Paese, senza dover tirare per la giacca nessuno», sentenzia il capogruppo dei deputati Pd Dario Franceschini, pur pronto al dialogo con la nuova area moderata. E anche il segretario del Pdl Angelino Alfano, che pure esprime «simpatia per chi si candida a battere questa sinistra», a Montezemolo fa sapere che «non si governa il Paese senza il permesso degli elettori: se Monti vuole governare annunci la propria candidatura». Di fatto però, tanto nel Pdl quanto nel Pd, si cerca di tirare per la giacca la leadership collegiale della cosa nuova, nell’intento di non disperdere voti cattolici. In attesa di sapere quale sarà la legge elettorale, il capogruppo Pdl Fabrizio Cicchitto assicura che «Montezemolo non può che allearsi con il centrodestra».

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