Il leader di Italia Futura conferma il suo impegno politico “verso la Terza Repubblica” e candida Monti. Casini e Fini spingono nella stessa direzione

Luca Cordero di Montezemolo

«Dopo le elezioni politiche dovremo contribuire in maniera determinante alla nascita di un governo costituente di ricostruzione nazionale. Un esecutivo di ampio respiro, credibile e competente che inizi il percorso fondativo della terza Repubblica». Lo dice Luca Cordero di Montezemolo alla convention della fondazione “Italia Futura”, intitolata “Verso la Terza Repubblica”.

«Non chiediamo al premier di prendere oggi la leadership di questo movimento politico. Ciò pregiudicherebbe il suo lavoro e davvero non ce lo possiamo permettere. Ci proponiamo di dare fondamento democratico ed elettorale al discorso iniziato dal suo governo perché possa proseguire», ha detto Montezemolo. «Il 16 novembre di un anno fa Mario Monti giurava nelle mani del presidente della Repubblica, a cui va un ringraziamento per l’equilibrio con cui ha guidato un passaggio difficilissimo della nostra storia repubblicana», continua. Un anno positivo soprattutto perché «in discontinuità rispetto ad una vecchia politica, di cui gli italiani erano disgustati».

«Le elezioni del 2013 saranno l’appuntamento più importante per questo paese da quelle del ’48. Nessuno potrà chiamarsi fuori. Voltare pagina si può. Nessuna maledizione ci condanna se non saremo noi stesso a volerlo. Mettiamoci al lavoro, mettiamoci insieme, lavoriamo e crediamo nel futuro», ha concluso Montezemolo.

Casini: avanti Monti con il suffragio degli elettori. «Come un anno fa oggi deve essere ancora la politica dopo le elezioni, col suffragio degli elettori, a richiamare Monti per continuare a governare» dice il leader dell’Udc, Pier Ferdinando Casini, secondo il quale, rispetto all’attuale premier, non c’è alternativa alla sua affidabilità e credibilità. «Noi lavoriamo – ha detto Casini – perché alle prossime elezioni politiche Monti sia richiamato in servizio permanente ed effettivo dalla politica stessa e sia investito dalla gente della possibilità di continuare a lavorare. Monti non è un uomo della provvidenza guidato dallo spirito santo, farà gli errori che fanno tutti, e tuttavia ha un grado di riconoscibilità, credibilità e affidabilità esterna che non hanno altri aspiranti premier».

Fini: “Monti premier è lo scopo mio e di Casini”. «La società civile si deve organizzare perché Monti resti presidente del Consiglio – dice il presidente della Camera, Gianfranco Fini – E’ lo stesso obiettivo di Casini e mio. Serve un governo politico che si chiama Monti proprio per fare in modo che la sua azione iniziata non venga archiviata, ma anzi arricchita da ulteriori iniziative soprattutto per far ripartire l’economia. Dalle elezioni deve nascere un governo politico, perché i tecnici sono sempre una pagina straordinaria, eccezionale, non possono essere l’ordinaria gestione di una democrazia».

Alfano: “per fare un governo politico Monti deve candidarsi”. «Per fare un governo politico occorre candidarsi alle elezioni e avere la maggioranza delle elezioni» dice il leader del Pdl, Angelino Alfano, a proposito dell’ipotesi di un governo politico targato Monti. «Crediamo – ha aggiunto – che una parola in questo senso la debba dire Monti senza che altri si ergano a suoi interpreti e portavoce».

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