Termina 0-0 l’anticipo della 13esima giornata di Serie A tra la capolista e i biancocelesti: decisive le parate del portiere laziale, che ipnotizza l’attacco dei bianconeri

Federico Marchetti

La Juventus non va al di là di un pareggio a reti bianche contro una Lazio praticamente inesistente dalla metà campo in avanti. Ed è uno 0-0 che evidenzia ancora una volta quanto manchi ai bianconeri un “attaccante da 20 gol a stagione”, cui non servano 5/6 occasioni da gol a partita per buttarla dentro. Perché di palle-gol, la Juve contro la Lazio, ne ha create tantissime: il problema è che non ha saputo concretizzarle.

Niente turnover, così ha deciso Conte in vista della Lazio, partita che precede temporalmente di pochi giorni quella decisiva in Champions League contro il Chelsea. Senza lo squalificato Pirlo sarà Pogba a dettare i tempi in cabina di regia: Isla è preferito a Lichtsteiner sulla corsia di destra. Vucinic nemmeno in panchina per via di un attacco influenzale: davanti ci sono Quagliarella e Giovinco.Nella Lazio, Petkovic sceglie Radu (per la prima volta titolare dopo 7 mesi) e Brocchi al posto degli squalificati Lulic e Mauri. Klose, che non ha mai segnato alla Juventus, solita unica punta: subito dietro il tedesco c’è il “Profeta” Hernanes.

Partita molto bloccata tatticamente nel primo quarto d’ora, poi la Juventus prende le misure agli avversari. Il primo tiro in porta arriva al 16esimo e porta la firma di Asamoah: il sinistro dell’esterno della Juve trova però la pronta respinta di Marchetti. Passano tre minuti e sulla corta respinta di Marchetti, che vola a negare il gol a Giovinco, il tap-in di Quagliarella trova solo l’esterno della rete. La Lazio perde per infortunio Dias, al suo posto Ciani, che entra a freddo e fatica a carburare. Giovinco al 32’ si inventa un numero da campionissimo Biava e Radu e involandosi in campo aperto verso la porta di Marchetti: da posizione defilata, però, l’ex fantasista del Parma chiude troppo l’angolo di tiro e vede la sua conclusione terminare sul fondo. Il finale di tempo è tutto di marca juventina, con la Lazio pressata addirittura all’interno della propria area di rigore. I biancocelesti di Petkovic, che praticamente non si fanno mai vedere dalle parti di Buffon, difendono con ordine e, al termine dei primi 45’, mantengono lo 0-0.

Riparte leggermente più propositiva la Lazio nella ripresa, che con l’ingresso di Ederson al posto di Brocchi guadagna peso specifico in fase offensiva. Ma è solo un fuoco di paglia, perché la Juventus ne ha di più e al 62’ sfiora nuovamente il gol del vantaggio: serve un super-Marchetti per dire “no” alla deviazione di Quagliarella su conclusione dalla distanza di Vidal. Alessio, che poco prima aveva invertito Pogba e Vidal, richiama Quagliarella per fare posto a Matri con il centravanti lombardo che si fa subito vedere scaricando un bel pallone per Marchisio che calcia dal limite dell’area: il portiere della Lazio è ancora reattivo e manda in angolo. E quando non ci arriva Marchetti è la traversa a salvare la Lazio: come al 75’ sulla conclusione di Bonucci sugli sviluppi di un calcio d’angolo.

Nel finale è assedio Juventus, con la Lazio che si difende come può. Quanto basta per portare a casa uno 0-0, il primo dopo 34 giornate, che sa di vittoria. La formazione di Conte martedì sera si giocherà contro il Chelsea il passaggio del turno in Champions League.

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