Il presidente russo contro la cancelliera tedesca: “ma lei sa che le Pussy Riot sono antisemite? Una di loro aveva appeso un fantoccio, chiedendo la cacciata degli ebrei”

Vladimir Putin

Angela Merkel ha “ricordato” il caso delle Pussy Riot durante un colloquio, oggi, con Vladimir Putin, e il presidente russo ha spiegato all’ospite tedesco che “da lontano” le cose sembrano molto diverse da come sono nella realtà.

“Ad esempio, la signora cancelliera ha citato le ragazze che si trovano in prigione a causa della loro esibizioni in chiesa. Ma sa forse che prima di quel fatto, una di loro ha appeso un fantoccio, a rappresentazione di un ebreo, e poi ha detto che questa gente va cacciata da Mosca?”, ha detto il capo del Cremlino durante la riunione del “Dialogo di Pietroburgo”, un forum di dialogo bilaterale.

“Non possiamo, nè noi nè voi, appoggiare persone che hanno posizioni antisemite”, ha aggiunto Putin, secondo cui l’azione razzista di una delle tre esponenti del gruppo Pussy Riot è stata pubblica, in un grande centro commerciale di Mosca. “I problemi vanno considerati da diversi punti di vista, per questo esistono i dibattiti e i colloqui”, ha concluso poi il presidente russo, rilanciando con una domanda: “era necessario mandare in un campo di prigionia due ragazze? Io questo non lo so. E non so cosa sarebbe accaduto in simili circostanze in Germania”.

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