Dalla Germania arriva una storia che commuove il mondo. Jens Pascal muore a 9 anni e chiede il “suo” Borussia sulla lapide: la Chiesa è costretta a dire sì

Jens Pascal

E’ volato in cielo a 9 anni, per mano di un destino spietato che gli ha rubato una vita intera. Prima di morire, Jens Pascal ha chiesto però il logo della sua squadra sulla tomba. La Chiesa all’inizio ha detto no, per poi cedere ed esaudire l’ultimo desiderio dello sfortunato bambino.

Una storia toccante, che arriva direttamente dalla Germania e che apre il cuore di tutti, tifosi e non del Borussia Dortmund. Jens, nove anni, è scomparso prematuramente a causa di un tumore: sulla sua lapide, l’emblema del Borussia Dortmund, la sua squadra, il team per il quale impazziva di gioia.

Ma la Chiesa in Germania si oppone e dice no a questa sua ultima richiesta. Motivo? La richiesta di Jens Pascal Schmidt, questo il nome completo del bambino, era troppo poco religiosa.

E pensare che a dicembre 2011 il difensore del Borussia Marcel Schmelzer, il portiere Roman Weidenfeller, il capitano Sebastian Keh e l’allenatore Jürgen Klopp (quest’ultimo vestito da Babbo Natale) andarono a far visita al bimbo nella clinica di Dortmund in cui era ricoverato. Fu un incontro toccante. Qualche mese più tardi, a maggio 2012, Jens Pascal se n’è andato per un tumore al cervello.

Col benestare del club, i genitori fecero realizzare una lapide con inciso il logo del Borussia e il motto della squadra: “Echte Liebe” (amore vero). Sopra la stele una scultura in pietra che rappresentava un pallone. La parrocchia di Mariä Heimsuchung, nel quartiere di Bodelschwingh a Dortmund, si è però messa di traverso negando ai signori Schmidt quell’installazione. Il design “non è consono a un cimitero cattolico”, il giudizio del consiglio parrocchiale. Da quel giorno la parrocchia tedesca della Visitazione della Beata Vergine Maria è stata presa d’assalto con una feroce campagna denigratoria partita dal web.

Dopo l’enorme pressione arrivata dall’opinione pubblica, la parrocchia è stata infine costretta a fare marcia indietro: “Non era nostra intenzione essere d’intralcio alle ultime volontà del piccolo Jens Pascal” ha spiegato in un comunicato la Chiesa cattolica della città di Dortmund, che ha accettato di far erigere la lapide a patto che il pallone di pietra venga posto in basso e non in cima. Jens Pascal ha vinto: e ora potrà riposare in pace. Addio campione.

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